Io e lui siamo due tipi mentali.
Io e lui abbiamo tenuto un mobiletto dell’Ikea incelofanato in un angolo per più di un mese. Poi abbiamo detto… ok, non sarà così difficile, su , dai, proviamoci.
Abbiamo aperto la confezione, letto le istruzioni, preso in giro l’ometto dell’ikea che usava il suddetto mobiletto come una scala (e non si deve) e riso del fatto che telefonava all’Ikea da fuori dell’Ikea, anzichè entrarci.
Poi ci siamo resi conto: non abbiamo il cacciavite.
Il giorno dopo mi procuro un cacciavite rubato dalla cassetta deglia attrezzi nel garage del mio babbo.
Adesso abbiamo un cacciavite.
Cominciamo.
…..
le tavolette di legno di quest’affare da nove euro non hanno già i buchetti per infilarci le viti, e ce ne sono veramente tante, di viti da infilarci.
Ci guardiamo perplessi.
Leggo nel suo sguardo il solito grido d’aiuto: “facciamocelo montare dal tuo babbo”.
No, è troppo deprimente accettarlo. Dico: “abbiamo solo bisogno di uno di quegli avvita svita elettrici”.
Vado a procurarmene uno. 12 euro, ci può stare, il prezzo dell’indipendenza.
Teniamo in carica l’aggeggio e poi ci riproviamo.
Lui punta speranzoso l’avvita-svita contro il legno. L’avvita-svita fa “EEEEEERRRRHHHH”, ma la vite resta lì, non entra. Ci gurdiamo.
Il mobiletto dopo un minuto è tornato mezzo montato (male), tutto scionco, nel suo angolo.
Il giorno dopo:
Io sono sul divano che leggo un libro, lui è al computer che spippola, il mio babbo è in cucina che finisce di tingerci i pensili (babbo è in pensione, menomale ci siamo noi, sennò si annoierebbe).
Viene e dice :”vi monto il mobiletto dell’Ikea?”.
E noi: “E’ impossibile, non ci hanno fatto i buchi… la vite non entra nemmeno con l’avvita-svita. E’ impossibile.”
Il mio babbo ci guarda e ride.
Cinque minuti dopo il mobiletto era perfettamente montato.
Due giorni dopo:
Il sant’uomo di cui sopra è in cucina che monta l’ennesimo mobiletto dell’Ikea (FÖRHÖJA, color betulla, 119,00€). Lui è al lavoro, io sono sul divano che gioco col cane e bevo un tea. Un’ora dopo babbo se ne va. Io vado in cucina per sistemare il mio nuovo scintillante mobiletto. Accendo la luce. La luce salta.
Al telefono con la mia amica Giulia, sentenzio:
“C’è stato un black out! Tutto il quartiere è senza luce!”
Lei mi fa giustamente notare che “forse” è solo saltata la luce a casa nostra. Allora, faccio la sola cosa che mi viene a mente di fare… chiamo il mio babbo.
Lui al telefono mi dice: “Fai il giro della casa e stacca tutte le spine”
“Fatto”
“Ora prova a tirare su l’interruttore”
“Ancora niente! Baaaabbo!!! Come faccio????”
Dieci minuti dopo babbo viene, e dodici minuti dopo ho di nuovo la luce.
“Ma come hai fatto??” gli chiedo.
E lui…. “Ti avevo detto stacca tutte le spine, ma quella della macchinetta del caffè era ancora attaccata, era bagnata, e faceva scattare il salvavita.”
“Non potevo arrivarci da sola? Vero? VEROOO?!!”
Mi guarda…. “No” E se ne va.
E io rimango lì con la candela in mano. E mi sento stupida. Che avrei fatto? Sarei stata l buio tutta la sera, il giorno dopo avrei chiamato un elettricista che forse mi avrebbe spennato. Che donna indipendente. Complimenti.
La mia amica Giulia commenta:
“Guarda il lato positivo”
“Che sarebbe?”
“Il tuo salvavita funziona”



