7 Maggio 2007

“La sindrome di Stendhal, detta anche sindrome di Firenze, è un’affezione psicosomatica che provoca tachicardia, capogiro, vertigini, confusione e anche allucinazioni in soggetti messi al cospetto di opere d’arte di straordinaria bellezza, specialmente se sono comprese in spazi limitati”

Ecco, la sensazione più o meno è questa. Ma non è dovuta solo alla presenza di opere d’arte. No. Magari…
Tempi di cambiamenti.
E io mi sento in piena sindrome da Firenze.
Poi mi sento un po’ scema perché in effetti via…non sto andando in Nuova Zelanda…lo so. Ma che ci posso fare? Cambiare città, cambiare lavoro, cambiare casa, allontanarsi da coloro di cui abbiamo bisogno…sono cose che mi trasportano in un universo parallelo di paranoie e seghe mentali. Camminare con la mappa in mano per non perdersi mi fa sentire un’idiota. E’ la curiosità di vedere ciò che arriva che mi fa andare a vedere cosa c’è dietro la curva. E’ il fatto che comunque io sarò con me che mi tiene ancora su un livello socialmente accettabile di sanità mentale. E’ sapere che chi mi ama è con me in ogni caso che non mi fa sentire una bimba sperduta.

Firenze col suo David che accetta la sfida.
Firenze con la sua C.
Firenze che ha cresciuto dei geni.
Firenze con la sua arte.
Firenze con i suoi chiassi che odorano di cibo e pelle.
Firenze patrimonio dell’umanità.
Firenze che speriamo mi accolga a braccia aperte.

Non si sa da che parte girerà il tagadà, l’importante è essere ponti ad assecondare i suoi movimenti, per non finire col culo per terra…
Non si sa contro quale sconosciuto andremo a sbattere una volta girato l’angolo…
Non si sa cosa porterà l’ora successiva…
Né tanto meno dove cacchio sono quelli di Lost!!!
Ma staremo a vedere, no?