TEMPESTE ELETTROMAGNETICHE

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Sto usando un computer che non è il mio. Questa cosa mi crea problemi. Per esempio, sulla mia tastiera la R non va quasi più, quindi cerco di scrivere senza parole che contengano la R, ma se capita sono abituata a premere un po’ più forte o a premere R due volte. Quindi, ecco, questo per spiegare eventuali parrole, scrritte così.

La mia ipotesi più probabile sulla ribellione del mio pc è che si sia abbattuta qui in casina una tempesta elettromagnetica che abbia fatto svagellare i dispositivi elettronici. Infatti ieri sera abbiamo provato a guardare tre film e non c’è stato verso. I pc, l’hard disk, il lettore dvd/mp3… c’era qualcosa che non funzionava. Stamattina ho paura di usare il tostapane.

Comunque, visto che non si poteva vedere nessun film, nè la Famiglia Savage, nè Robin Hood di Walt Disney, nè una puntata di House, ci siamo messi a leggere, ed è qui che volevo arrivare. Colgo l’occasione per dire che “I Pilastri della terra” il cui titolo poteva essere tranquillamente “I Pilastri della mia noia” doveva essere magari diviso in due volumi separati, insomma è possibile che mi faccia male il polso ogni volta? Sembra di leggere un vocabolario! E comunque continuo a leggerlo perchè oramai sono arrivata a pagina 330, mi sono detta…. a ‘sto punto finiamolo, mi mancheranno solo quel migliaio di pagine… Comunque mentre leggevo, qualcosa ha attirato la mia attenzione, e non era il libro, cerco sistematicamente qualcosa che mi distragga da esso per la verità, erano le mie mani. Ho pensato che le mani sono la parte del nostro corpo che conosciamo meglio, perchè ce le abbiamo sempre davanti agli occhi, no? E l’ho anche fatto notare al mio piccolo, che però tutto preso da Orwell, non mi ha cagato minimamente. Quello che mi ha sconvolto in realtà è stato che mentre me le guardavo non le ho riconosciute. Cioè, mi sembravano di qualcun’altro. E questo mi ha fatto pensare.

Insomma, vi capita mai di ascoltarvi “dall’esterno” e non essere d’accordo con quello che dite? Di guardarvi allo specchio e trovare che siete belli o magari vedere un difetto che non avevate mai notato prima? Di guardarvi camminare per strada in una vetrina e pensare “guarda quella! Non ha la minima idea di dove sta andando e… guarda! Ops ha pestato una merda!” e pensare “porca miseria!! E’ vero! Dove stavo andando?”.

Siamo i protagonisti del nostro film? O ci siamo autorelegati ad essere quella comparsa sullo sfondo che fa qualcosa di totalmente alieno dal film, ma nessuno, tranne Amelie, noterebbe mai?

C’è un film, uno dei film più brutti che io abbia mai visto peraltro, ”Il grande Samurai”. Ad un certo punto ci sono queste centinaia di comparse, soldati, tutti vestiti uguali, tutti in fila, tutti perfettamente immobili… Ad un certo punto arriva Tom Cruise al galoppo coi capelli al vento… nello smontare da cavallo piglia in pieno con il piede uno di questi soldati. Questa povera comparsa, esce dal personaggio, si volta con le mani sui gioielli, e si vede chiaramente che si aspettava che il regista urlasse STOOOP. Ma l’attenzione di tutti era su Tom Cruise, nessuno ha fatto caso a lui, quindi, il film continua, e la povera comparsa si rimette in riga zitta e buona.

D’altra parte… non si può mica essere tutti i Tom Crruise del nostrrro film…

CARASSIUS AURATUS

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Se voi poteste scegliere di essere un animale, che animale sareste?

Forse… un leone, per essere il più figo di tutti? Un delfino, per sentirsi libero? Un’aquila, per volare?  Un ghepardo, per correre veloce? Una mantide, per staccare la testa al vostro lui? Un bradipo, per non fare un cazzo tutto il giorno?

Io, se potessi scegliere… vorrei essere… un pesce rosso.

Certo, è vero che nella migliore delle ipotesi finirei nello scarico del cesso dopo un paio di giorni… però ecco, lo sapete? Si dice che i pesci rossi abbiano una memoria di pochi secondi. Cioè, la memoria ce l’hanno, ma hanno solo coscienza di quello che è successo prima, non sanno cosa di preciso. E’ vero che questa cosa probabilmente ha anche i suoi lati negativi, però pensate a quelli positivi. Avere la memoria a breve termine di un pesce rosso.

Uno si sveglierebbe la mattina e una ciotola di cereali gli sembrerebbe la cosa più buona del mondo. Al lavoro sarebbe sempre un primo giorno, dove nessuno si aspetta niente da te. Figuratevi uscire di casa e sentirsi in vacanza, come quando esci dall’albergo appena posate le valigie in una città che non conosci. Uno potrebbe anche riguadare il Sesto Senso volendo, perchè se l’hai già visto, rivederlo non ha senso, appunto.  Non sapere niente di quello che è successo ieri, o l’altro ieri o un anno fa. Uno non saprebbe che in televisione c’è il Grande fratello o Maria de Filippi, e anche se lo sapesse, chi se ne frega, tanto se lo scorderebbe dopo 5 minuti. Ascoltare Imagine per la prima volta. Incontrare per strada uno che sapete già essere un benemerito stronzo e pensare che potreste anche diventare amici. O anche innamorarsi ogni mattina della persona che avete accanto. Non ricordarsi delle guerre, delle elezioni e della cellulite. Che liberazione. Assaggiare per la prima volta una torta Sacher, ogni 5 minuti. Se uno è triste, chi se ne importa? Un attimo e te lo sei già scordato. Vedere un tramonto e non pensare che ne hai già visto uno uguale ieri e che tanto ne vedrai uno domani. Una sorpresa ogni minuto. Una cosa nuova ogni secondo. Non me lo immagino. Niente noia. Niente proccupazioni. Solo felicità. Solo novità.

Questa cos’è una di quelle cose tipo: beati gli inconsapevoli? Beh, può darsi. Ci affanniamo tanto a ricordare, ricordare, ricordare. E io sono una di quelle. Se trovo una frase in un libro che mi piace, io me la devo sottolineare, perchè sia mai che me la scordo. Mi ricordo battute di film che ho visto anni fa, e non aspetto altro che una situazione in cui rivendermele come mie, tanto chi se le ricorda? Ho paura di dimenticare cose, perchè sia mai che mi tornino utili. Io devo sapere, devo sapere e ricordare tutto, ma alla fine non sono capace di vivere con i ricordi, quelli pesanti, quelli che accidenti a me, mi sono rimasti impressi. Quindi si, forse beati gli smemorati. Quelli che non sanno di aver fatto qualche cazzata. O che non sanno che qualche cazzata è stata fatta a loro. Beati quelli che selezionano, e scordano il resto. Beati i pesci rossi che non soffrono mai, e che non si annoiano mai. Che non hanno bisogno di stimoli nuovi, ma vivono nella loro ciottolina, perchè non sanno che fuori c’è qualcos’altro. Beati gli inconsapevoli, che non hanno percezione di cosa succede al di là del loro nasino.

Poi ripenso al povero Edward Bloom sdraiato in un letto di ospedale, che si documenta sul comportamento del pesce rosso. E ci dice che “rimane piccolo se tenuto in una vasca piccola, ma se tenuto in un spazio più grande sarà in grado di raddoppiare e anche triplicare le sue dimensioni”. E allora, infondo, un po’ pesce rosso mi ci sento già….

They say goldfish have no memory
Dicono che i pesciolini rossi non abbiano ricordi
i guess their lives are much like mine
credo che le loro vite assomiglino molto alla mia
and the little plastic castle
e il piccolo castello di plastica
is a surprise every time
è ogni giorno una sorpresa
and it’s hard to say if they’re happy
ed è difficile capire se sono felici
but they seem not much to mind
ma sembra che non gliene importi molto

Ani Di Franco *Little plastic castle*

TALE TELL THINGS

1 commento

Non so quanti di voi abbiano visto “Ogni cosa è illuminata”, se non lo avete fatto, lo consiglio…comunque avete presente la sua mania di collezionare oggetti? Quel suo portarsi dietro bustine di plastica per infilarci cose che gli ricorderanno di quel momento particolare in cui le ha raccolte? Ok, diciamo che io non arrivo a questo livello, ma ci siamo quasi. Credo che tutto sia cominciato quando a otto anni vidi “Nuovo cinema paradiso” (la versione tagliata eh, perchè il finale dell’altra fa veramente pena secondo me)…avete presente quando alla fine Totò grande vede tutti gli spezzoni censurati dei film che Alfredo gli aveva conservato quando era piccolo?…beh a parte che ogni volta piango come un’idiota…comunque credo sia cominciato tutto da lì. Credo di aver realizzato in quella sera del 1988 che per me gli oggetti non sono solo oggetti. Che un oggetto, così come un film, una canzone, un libro o un luogo si porta dietro tutto un ricordo, una storia e una marea di sensazioni che senza quell’oggetto andrebbero dimenticate. Non esisterebbero più.
Una volta un ragazzo mi ha detto: “Stavo andando in macchina sull’autostrada, avevo uno di quei furgoni che hanno tutti in America hai presente? E avevo tutte le mie cose in uno scatolone sul sedile accanto a me. Era estate e avevo caldo, così tirai giù tutti i finestrini. Ad un certo punto mi accorsi che stava volando via tutto, tutto quello che avevo conservato in vita mia, fotografie, biglietti di concerti, ritagli di giornali, ogni cazzata, tutto. E allora mi dissi “fanculo non conserverò mai più niente”" .
Mi raccontò questa storia perchè mi ero appena messa in tasca lo scontrino del Sushi bar dove avevamo mangiato. Io lo guardai e sorrisi, perchè sapevo che grazie a quell’inutile pezzo di carta mi sarei ricordata ogni parola di quella storia assurda, il suono della voce che me l’aveva appena raccontata, dove mi trovavo e quello che provavo.
Con il tempo si tende a dimenticare o a ricordare? Questo ancora non l’ho capito…ma di una cosa sono certa: mi spaventa molto di più dimenticare. Quindi, nel dubbio, io conservo, cose.

ISTRUZIONI PER L’USO

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Di una cosa possiamo essere assolutamente certi: qualunque cosa si stia provando in un certo periodo, o in un certo giorno, o in certi 5 minuti…c’è qualcuno che l’ha già provata prima di noi. E, altra certezza, fra questi “qualcuno”, ce ne sarà stato almeno uno che è riuscito a trovare il modo migliore per esprimerla.
Non so se vi capita mai, ma sono sicura di si, capita a tutti…ascoltare una frase, sentita in un film, in una canzone o letta in un libro…oppure trovarvi di fronte ad un immagine…che ne so, un quadro, una foto o una scena nel buio di un cinema…e pensare “ca**o! Si! E’ quello che volevo dire io!”
Ogni tanto ho l’impressione che il mondo che mi circonda, attraverso le sue vie artistiche cerchi di dirmi qualcosa. Non lo so, forse è stupido, e forse è dettato dal fatto che in questo periodo sono sprofondata in una fase di autoanalisi così vicina alla patologia che proietto la mia personalità dovunque…comunque…qualunque sia la ragione…mi capita spesso di scegliere un film a caso, ascoltare una canzone in un dato momento, leggere nelle pagine di un libro che un’amica lontana mi ha spedito e…ricevere la risposta che non trovavo, sentirmi porre la domanda che non volevo sentire, vedermi piombare addosso il dubbio che non avevo considerato o ricevere quel conforto che, nonostante la comprensione, nessuno era riuscito a trasmettermi.
Non so voi, ma io trovo interessante il fatto che in realtà siamo venuti al mondo con un enorme MANUALE D’ISTRUZIONI PER L’USO DELLA VITA in cui si trova veramente di tutto, che è stato messo insieme da gente che della vita…o aveva capito tutto, o non aveva proprio capito un ca**o ma credeva di si, o aveva disperatamente cercato di capire senza levarci le gambe…in ogni caso, gente che ha saputo raccogliere tutte le domande, e le risposte, e le definizioni (passatemi il termine, laddove di definito non c’è proprio niente) che ci servono per vivere.
Quindi, beh…grazie a tutti loro….

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