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	<title>Pieces of Dile</title>
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		<title>A Leòn piace:</title>
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		<pubDate>Mon, 23 Jan 2012 15:22:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>dile</dc:creator>
				<category><![CDATA[Parole e storie]]></category>
		<category><![CDATA[Vita, riflessioni e pensieri]]></category>
		<category><![CDATA[Amore]]></category>
		<category><![CDATA[Vita Quotidiana]]></category>

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		<description><![CDATA[Entrare in una stanza, scoreggiare, e uscire subito. Morderti. Abbaiare mentre si stira. Darti poche leccate, ma buone. Imparare cose nuove. Addormentarsi spaparanzato addosso a te. Farsi grattare sotto la coscia. Trombare la mia amica Laura. Prendere gli oggetti che ti sono caduti, o che sono in posti per te irraggiungibili. Portare legnetti in casa. <a href="http://dile.wordpress.com/2012/01/23/a-leon-piace/" class="excerpt-more-link">[&#8230;]</a><img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=dile.wordpress.com&amp;blog=3750682&amp;post=422&amp;subd=dile&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Entrare in una stanza, scoreggiare, e uscire subito.<br />
Morderti.<br />
Abbaiare mentre si stira.<br />
Darti poche leccate, ma buone.<br />
Imparare cose nuove.<br />
Addormentarsi spaparanzato addosso a te.<br />
Farsi grattare sotto la coscia.<br />
Trombare la mia amica Laura.<br />
Prendere gli oggetti che ti sono caduti, o che sono in posti per te irraggiungibili.<br />
Portare legnetti in casa.<br />
Correre a casaccio ad una velocità assurda, come se non ci fosse un domani.<br />
Saltare.<br />
Arrivare per primo alla curva del sentiero, ma aspettarti finchè non arrivi.<br />
Guardarti con le orecchie indietro e la testa chinata per farti tenerezza.<br />
Fare la cacca in bilico su due zampe.<br />
E farla sui posti verticali, vanno bene alberi, muretti o cespugli, anche se pieni di spine che bucano il culo, fa lo stesso.<br />
Mostrarsi contrito quando lo sgridi.<br />
Dormire sul suo divanetto, sulla schiena e con le zampe larghe.<br />
Pulirsi per bene le zampe quando entra in casa.<br />
Fare di corsa il giro della casa, prima di entrare.<br />
Zampettare nel garage dei miei genitori.<br />
Rincorrere la pallina e riportartela crollasse il mondo.<br />
Partire prima che tu l&#8217;abbia lanciata.<br />
Non vedere dove atterra e affidarsi al suo fiuto per ritrovarla.<br />
Perdere la pallina, quindi.<br />
Raggruppare greggi di pecore.<br />
Fare la lotta con Stefano, e soccombere.<br />
Ingobbirsi.<br />
Fissarti, qualunque cosa tu faccia.<br />
Inclinare la testa quando gli parli.<br />
I bacini sul muso.<br />
Quando si va fuori.<br />
Con la forza del pensiero costringerti a passargli cibo da sotto il tavolo.<br />
Obbedire.<br />
Starnutire quando si emoziona.<br />
Darti la zampa, anche quando non è richiesto, non si sa mai.<br />
Accontentarti.<br />
Stare in compagnia.<br />
Cercare cose che hai nascosto.<br />
Farla a spruzzo dopo una nuotata in mare.<br />
Pisciare su tutti i pali della luce, tutti, nessuno escluso.<br />
Salire le scale sei alla volta.<br />
Pigiare la fronte contro la tua quando lo coccoli.<br />
Seguirti come un ombra dappertutto.<br />
Camminare davanti a te guardandoti, anche se questo vuol dire sbattere contro tutti gli stipiti delle porte.<br />
Guardarti immobile, finchè non ti svegli.<br />
Portare cose da una stanza all&#8217;altra.<br />
Drizzare il pelo con gli altri cani.<br />
Spaventarsi.<br />
Fare subito la pace quando è stato brontolato.<br />
Fare da paciere quando le persone litigano, o anche solo alzano la voce.<br />
Prenderti a musate la mano, fino a che non lo accarezzi.<br />
Frignare.<br />
Sognare di correre.</p>
<p><a href="http://dile.files.wordpress.com/2012/01/71688_1638451799339_1178072353_31852600_3986710_n.jpg"><img src="http://dile.files.wordpress.com/2012/01/71688_1638451799339_1178072353_31852600_3986710_n.jpg?w=500&#038;h=485" alt="" title="Leòn" width="500" height="485" class="aligncenter size-full wp-image-423" /></a></p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/dile.wordpress.com/422/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/dile.wordpress.com/422/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/dile.wordpress.com/422/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/dile.wordpress.com/422/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/dile.wordpress.com/422/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/dile.wordpress.com/422/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/dile.wordpress.com/422/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/dile.wordpress.com/422/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/dile.wordpress.com/422/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/dile.wordpress.com/422/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/dile.wordpress.com/422/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/dile.wordpress.com/422/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/dile.wordpress.com/422/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/dile.wordpress.com/422/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=dile.wordpress.com&amp;blog=3750682&amp;post=422&amp;subd=dile&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>Equilibri sbilanciati</title>
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		<pubDate>Fri, 06 Jan 2012 16:15:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>dile</dc:creator>
				<category><![CDATA[Vita, riflessioni e pensieri]]></category>
		<category><![CDATA[Dubbi]]></category>
		<category><![CDATA[Futuro]]></category>
		<category><![CDATA[Paranoie]]></category>
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		<description><![CDATA[Ogni inizio d&#8217;anno nuovo entro in una fase di intorpidimento mentale paranoico. Fate conto di essere nello strettissimo cratere di un vulcano, ma al contrario. Con il magma che vi ribolle sotto i piedi, ma niente altro che nude rocce ignee intorno a voi. Va da sé che non potete né stare fermi dove siete, <a href="http://dile.wordpress.com/2012/01/06/equilibri-sbilanciati/" class="excerpt-more-link">[&#8230;]</a><img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=dile.wordpress.com&amp;blog=3750682&amp;post=414&amp;subd=dile&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ogni inizio d&#8217;anno nuovo entro in una fase di intorpidimento mentale paranoico. Fate conto di essere nello strettissimo cratere di un vulcano, ma al contrario. Con il magma che vi ribolle sotto i piedi, ma niente altro che nude rocce ignee intorno a voi. Va da sé che non potete né stare fermi dove siete, né cercare di andarvene in alcun modo.<br />
Stati mentali senz&#8217;altro gonfiati dagli inevitabili bilanci e propositi portati da ogni sedicente &#8220;nuovo inizio&#8221;. A complicare l&#8217;allegro umore: il mio compleanno, che sta in agguato proprio alla fine di questo mese di Giano, maligna divinità che con le sue due facce, una rivolta indietro e avanti, mi squilibra.</p>
<p>Ho sempre avuto le idee perfettamente chiare su cosa non volevo essere. Di questo devo rendermene merito. Per il resto, anno dopo anno, mi scontro con la durissima consapevolezza di essere ad un punto morto. Sempre più morto mano a mano che invecchio. Un completo, assoluto disastro di persona.<br />
Un cervello che non mi fa accontentare mai di niente, lasciato in balia di sé stesso senza mappa né bussola né direzione, combinato con la mia innata pigrizia, la mia indolenza e svogliatezza e il gioco è fatto. Un&#8217;ameba in paranoia tendente al lamentio infinito. Se non potete aiutarmi, lasciatemi nel mio mondo. Via tutti. Ma da quando siete andati via mi sento sola e triste. Tornate! E si ricomincia. </p>
<p>Quasi 32 anni e ancora non ho capito alcune lezioni fondamentali della vita. </p>
<p>Che non serve lamentarsi se poi non si fa niente.<br />
Vero, ragionamento che non fa una piega. Peccato che io amo lamentarmi e amo non fare un cazzo. Come la mettiamo?</p>
<p>Che non si può non volere un posto fisso, e poi lamentarsi di rimanere senza lavoro.<br />
Problema per ora inesistente in effetti, dato che i posti fissi capitano sempre agli altri. Però su questo una cosa l&#8217;ho capita: rimanere per un lungo periodo senza lavorare mi manda in crac il cervello. Questo spiegherebbe perchè sono qui ora.<br />
D&#8217;altra parte fare lo stesso lavoro fino alla pensione sarebbe equiparabile dal mio punto di vista ad un lento suicidio. Altro problema inesistente al momento. La pensione. Una roba tipo&#8230; la guerra nucleare. Ce ne preoccuperemo quando sarà il momento. </p>
<p>Che bisognerebbe ogni tanto fare qualcosa che ci fa paura.<br />
Sacrosanto. Il problema è che se una cosa ti fa paura, e la paura non è una sensazione che ti piace, perchè quella cosa la dovresti fare? Illogico.</p>
<p>Che non bisognerebbe perdere troppo tempo a pensare di fare una cosa, perchè la nostra testa è bravissima a trovare validi motivi per non farla, portandoci alla fine a non farne di nulla, e rimanere dove siamo.<br />
Vero. E&#8217; però altrettanto vero che non è sempre così. Basta pensare a cose come il suicidio, il troppo bere o la droga pesante.<br />
Qui abbiamo bisogno di principi sempre validi, signore e signori. Dichiaro pertanto nulla la lezione di vita sopracitata.</p>
<p>La verità è che tutto è vero, ma anche il contrario di tutto. E&#8217; un macello.<br />
Così non solo sento che le mie potenziali decisioni sono affossate e bloccate in partenza dalla realtà di fuori, che non è come quella dentro, ma mi sento anche sola in questo.</p>
<p>Forse mi vengono questi pensieri perchè mi stanno per venire mestruazioni, non lo so. Forse perchè mi ricordano che il ciclo doloroso e fastidioso a cui mi sottopone il mio corpo ogni mese da vent&#8217;anni anche questa volta è stata tutta fatica sprecata.</p>
<p><a href="http://dile.files.wordpress.com/2012/01/6341_41d62.jpeg"><img src="http://dile.files.wordpress.com/2012/01/6341_41d62.jpeg?w=500" alt="" title="6341_41d6"   class="aligncenter size-full wp-image-417" /></a></p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/dile.wordpress.com/414/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/dile.wordpress.com/414/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/dile.wordpress.com/414/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/dile.wordpress.com/414/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/dile.wordpress.com/414/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/dile.wordpress.com/414/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/dile.wordpress.com/414/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/dile.wordpress.com/414/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/dile.wordpress.com/414/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/dile.wordpress.com/414/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/dile.wordpress.com/414/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/dile.wordpress.com/414/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/dile.wordpress.com/414/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/dile.wordpress.com/414/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=dile.wordpress.com&amp;blog=3750682&amp;post=414&amp;subd=dile&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>Individui da concerto</title>
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		<pubDate>Sun, 06 Nov 2011 10:16:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>dile</dc:creator>
				<category><![CDATA[Persone e personaggi]]></category>
		<category><![CDATA[Vita, riflessioni e pensieri]]></category>
		<category><![CDATA[Persone]]></category>
		<category><![CDATA[Vita Quotidiana]]></category>

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		<description><![CDATA[Non sono mai stata una tipa da concerto. Mi infastidisce la calca di gente e non avere il minimo spazio vitale. Però i concerti mi piacciono quindi ci vado lo stesso. Ricordando con piacere quelli in cui avevo il mio metro quadro di spazio o addirittura la mia poltroncina in un teatro. Comunque sia ieri <a href="http://dile.wordpress.com/2011/11/06/individui-e-personaggioni-da-concerto/" class="excerpt-more-link">[&#8230;]</a><img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=dile.wordpress.com&amp;blog=3750682&amp;post=408&amp;subd=dile&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Non sono mai stata una tipa da concerto. Mi infastidisce la calca di gente e non avere il minimo spazio vitale. Però i concerti mi piacciono quindi ci vado lo stesso. Ricordando con piacere quelli in cui avevo il mio metro quadro di spazio o addirittura la mia poltroncina in un teatro. Comunque sia ieri sera sono andata. E mentre me ne stavo lì contenta lottavo disperatamente con l&#8217;irritazione che mi provocava la gente. Fra una canzone e l&#8217;altra ho stilato la mia personale top five degli individui più irritanti da avere accanto ad un concerto, a metà serata la top five era già diventata una top ten. Eccola:</p>
<p>Al 10° posto:<br />
I PASSEGGIATORI: Sono quei personaggi che devono &#8220;passare&#8221;. Ora io sarò anche afflitta da manie di persecuzione, ma non so per quale magnetico motivo vicino a me si crea sempre un corridoio. Quindi passo le serate a spostarmi per far passare i &#8220;passeggiatori&#8221;. Ma dove devono andare? Cosa devono fare di urgente? Sono ad un concerto, ma loro passano il tempo a camminare. Loro vanno, si spostano da un posto a un altro, non trovano pace, non sanno stare fermi. L&#8217;importante è il viaggio, non la meta. Ma loro, dove cazzo vanno?</p>
<p>Al 9° posto:<br />
I CANTANTI: Di norma ce li hai sempre alle spalle, quindi non hai scampo. Loro sanno tutte le canzoni. Ma tutte le sanno. Non ce n&#8217;è una che non conoscono. E come se improvvisamente ci trovassimo tutti nella loro doccia e fossimo invisibili, loro cantano. Ma cantano forte. Urlano talmente tanto che non senti la voce del cantante. Per riassumere: se paghi il prezzo del biglietto, sappi che oltre al gruppo spalla, cè compreso anche il &#8220;cantante&#8221; di turno. Un affarone.</p>
<p>All&#8217;8° posto:<br />
I CHIACCHIERONI: Dio ha inventato i pub e le serate al ristorante con gli amici. Eppure questa categoria di individui ha così tante cose da raccontare, così tanto da condividere con i propri amici, che a stare zitta, proprio non ce la fa. Un frastuono assordante, il cantante che canta, la batteria che rulla, la chitarra che suona e loro devono fare una fatica immane a parlare, ma fa lo stesso. Conversazioni di ore, urlate a volte anche a distanza di tre metri con te nel mezzo, e intanto si perdono tre quarti del concerto, ma hey! loro devono ciarlare come comari dal parrucchiere.</p>
<p>Al 7° posto:<br />
GLI SPETTATORI MULTIMEDIALI: Loro il concerto se lo guarderanno poi con calma a casa. Pagano il biglietto solo per poterlo riprendere e fotografare. E via si tagghi chi può. Io c&#8217;ero, ma il concerto non l&#8217;ho visto, l&#8217;ho ripreso col telefonino, bello eh? Lo carico su You Tube, posto le foto su Facebook. Sono avanti. L&#8217;unico problema è che questi coglioni stanno 2 ore con i loro braccini alzati e il risultato è che anche te lo devi vedere dal quello schermettino del loro iphone di merda. Ammazzatevi.</p>
<p>Al 6° posto:<br />
IL WATUSSO: E&#8217; alto sei metri. Sgomiti, spingi, imprechi, e finalmente raggiungi una posizioni in cui per vedere almeno una parte del cantante non devi allungare il collo continuamente. Finalmente abbassi la guardia, ti rilassi felice di poterti godere il concerto. E&#8217; quello il preciso momento in cui arriva il Watusso. E ti si piazza proprio davanti. E&#8217; come quando arrivavi al cinema, prima delle multisale in discesa, sceglievi il posto ideale e ed eri il primo ad essere arrivato, perchè vedere bene è importante. Quando la sala era ormai piena, e la luce si spegneva&#8230; lo sentivi arrivare&#8230; da lontano. Cominciavi ad allarmarti perchè la tua coca nel bicchiere vibrava in un modo che ti ricordava Jurassic Park. E sapevi che sarebbe toccato a te non c&#8217;era scampo. Ed infatti, tek! Un&#8217;essere umano impietosamente gargantuesco ti si piazzava sulla poltroncina davanti. Alla tua, ovviamente, mentre i tuoi amici ti guardavano e ridacchiavano. Seriamente, posso solo immaginare quanto fosse spaventoso il mostro di Alien, perchè io, al cinema, ho solo visto la faccia spaventata di Sigourney Weaver. Ai concerti è lo stesso. Ma porca miseria! Ma non lo sai che sei alto? Non lo vedi che dietro di te si è creato un corridoio buio? Un po&#8217; di rispetto! Mettiti infondo!! Ma Cristo Santo!</p>
<p>Al 5° posto:<br />
I BALLERINI: gomitata nel fianco, ginocchiata, tacco infilato nel piede, culata, spinta, manata sulla testa. Ma loro devono ballare. E&#8217; più forte di loro. Tarantolati incontrollabili. Ci fanno le coreografie. Gente cresciuta a pane e Amici di Maria di Filippi. Siete ridicoli, vi riprenderei e vi farei vedere: siete ridicoli. E rompete i coglioni.</p>
<p>Al 4° posto:<br />
LE VIAGGIATRICI: sono quelle ragazze che immagino siano in partenza, perchè hanno delle borse che secondo me Ryanair non approverebbe come bagaglio a mano. Sono enormi, e cazzo, devono anche essere pesantissime. Ma che cavolo ti devi portare ad un concerto che durerà al massimo 90 minuti? Di cosa puoi aver bisogno in 90 minuti? Cosa c&#8217;hai là dentro? Cosa? COSA? E queste ragazzucole si muovono, si girano e si muovono ancora, in continuazione. Ruotano su loro stesse dio solo sa per quale motivo. E quella cazzo di valigia ti costringe ad arretrare e a spostarti ogni minuto. Maledette fashion victim distoc..</p>
<p>Al 3° posto:<br />
LE COTONATE: sono quelle personaggie che hanno tanti capelli, ma tantissimi. Una marea. Generalmente ricci o peggio: mossi e pettinati. Si crea intorno a queste fanciulle d&#8217;altri tempi una cofana di capellini, ciuffi e ciuffetti che se sei dietro di loro ti rende impossibile una visione chiara per almeno 2 metri quadrati. Vedi il palco con un effetto di foto invecchiata che potrebbe anche essere tutto sommato piacevole se si esclude che devi fermarti a vomitare palle di pelo ogni 2 minuti. Legatevela quella indomita chioma. Eccheccazzo.</p>
<p>Al 2° posto:<br />
IL FREDDOLOSO: le variazioni climatiche, come è tristemente noto, in questi pazzi tempi, possono essere improvvise e coglierti di sorpresa. Ci sono dei soggetti che semplicemente hanno paura di aver freddo. Lo sai che stai andando ad un concerto, e si sa com&#8217;è&#8230; l&#8217;atmosfera si riscalda, siamo tutti pigiati come una massa umana informe, possiamo dire insomma con moderata certezza, che soltanto chi rimane ai bordi, è a rischio. Il freddoloso viene ad un concerto così abbigliato: maglia a maniche lunghe, t-shirt sopra effetto Sheldon, felpa imbottita, giacchettone 69,90€ sezione &#8220;trekking uomo&#8221; di Decathlon imbottito antivento e impermeabile (non si sa mai che piovesse anche!), con il bonus del berretto in testa. Come è facilmente intuibile questi individui cominciano a grondare sudore dopo circa 3 minuti, ma ancora non si spogliano. Resistono, perchè&#8230; come era altrettanto facilmente intuibile&#8230; dove cazzo li possono appoggiare tutti quegli indumenti? Sono ad un concerto. Quando ormai non resistono più è troppo tardi, sarebbe troppo imbarazzante spogliarsi, perchè devono avere lo stesso odore che ho sempre immaginato avesse Sloth. Grazie a Dio il super giacchettone non traspira e almeno il naso è salvo. A questo punto possono succedere due cose: i più timidi tornano sui loro passi, e per non abbandonare il giacchettone passano il resto della serata fuori, i più impavidi invece cominciano a svestirsi e dio ce ne scampi. Via il giacchettone messo fra le gambe, via la felpa imbottita legata in vita, e a questo punto che fare? Mi sono messo la maglia a maniche lunghe SOTTO la t-shirt! Ma si! Via tutto! Petto nudo! Alè! E si rimettono la t-shirt ormai zuppa di tanfante sudore addosso. E si legano in vita anche la maglia e infine il giacchettone. Raggiungendo la circonferenza di un pianeta.</p>
<p>Al 1° posto, e questa è nuova, non mi era mai capitata prima:<br />
IL BOMBETTARO: capodanno si avvicina e il bombettaro ha già fatto scorta, per iniziare, ci auguriamo, l&#8217;anno nuovo con le tre dita che gli rimarranno. La novità dell&#8217;autunno 2011 è che il bombettaro viene a scoppiare i miniciccioli al concerto. Sei un genio del divertimento. Un mago dell&#8217;intrattenimento. Sei lì che ti guardi il tuo concerto e all&#8217;improvviso: PAM! Il bombettaro ha fatto esplodere un minicicciolo. L&#8217;esilarante effetto sorpresa. Un odore di zolfo ci invade. E tutti pensano: evvai! è arrivato l&#8217;Anticristo! No. E&#8217; stato quello zuzzurellone del bombettaro. Una povera ragazzetta vicino a me si era accesa un cicchino (evidentemente la sigaretta con la X rossa sopra per lei voleva dire &#8220;questo è il punto dove scavare, mentre fumi&#8221;), ha guardato allarmata il suo ragazzetto e ha esclamato: &#8220;Amore! La mia sigaretta puzza di zolfo!&#8221;.</p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/dile.wordpress.com/408/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/dile.wordpress.com/408/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/dile.wordpress.com/408/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/dile.wordpress.com/408/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/dile.wordpress.com/408/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/dile.wordpress.com/408/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/dile.wordpress.com/408/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/dile.wordpress.com/408/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/dile.wordpress.com/408/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/dile.wordpress.com/408/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/dile.wordpress.com/408/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/dile.wordpress.com/408/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/dile.wordpress.com/408/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/dile.wordpress.com/408/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=dile.wordpress.com&amp;blog=3750682&amp;post=408&amp;subd=dile&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>In my Place</title>
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		<pubDate>Wed, 21 Sep 2011 16:59:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator>dile</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Non so se esiste un nome per quelli come me. Quelli che risentono talmente tanto dell&#8217;ambiente circostante da esserne influenzati a tal punto da stare male se posizionati in un posto che ritengono brutto. Io sono così. E non è facile, essere così. Per esempio quella della pietra, del legno e del verde per me <a href="http://dile.wordpress.com/2011/09/21/in-my-place/" class="excerpt-more-link">[&#8230;]</a><img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=dile.wordpress.com&amp;blog=3750682&amp;post=399&amp;subd=dile&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Non so se esiste un nome per quelli come me. Quelli che risentono talmente tanto dell&#8217;ambiente circostante da esserne influenzati a tal punto da stare male se posizionati in un posto che ritengono brutto. Io sono così. E non è facile, essere così.<br />
Per esempio quella della pietra, del legno e del verde per me è una vera e propria ossessione.<br />
Io non sto per niente bene, anzi soffro proprio se mi trovo in un posto minimale, in un posto brutto e lasciato al degrado, bianco, e con troppo acciaio o cemento. Più una cosa è vicina alla natura, vecchia, e usurata con garbo come solo il tempo e l&#8217;ambiente sanno fare, più io ne sono affascinata.<br />
Mi siedo, chiudo gli occhi e vedo una casa di pietra, con l&#8217;edera che si arrampica sui muri, sento l&#8217;odore del muschio, vedo le casette per uccelli sugli alberi nel giardino, percepisco l&#8217;aria piena di acqua che mi rinfresca e mi rigenera lo spirito e mi fa sorgere pensieri nuovi, sento l&#8217;antico, il semplice, il disordine confortevole. E. Sto. Bene.<br />
Toglietemi le fredde mattonelle, eliminate il parquet innaturalmente tirato a lucido, riducete a trucioli i mobili e le porte laccate, fate sparire qualsiasi cosa sia di acciaio, colorate gli spogli muri bianchi, donate a istituti di carità gli squadrati divani dell&#8217;ikea, scalpellinate il marmo finchè non ne resta mezza briciola, buttate via i soprammobili, sono orrendi.<br />
Datemi per favore legno grezzo, il cotto, tappeti, vecchi divani un po&#8217; sfatti, stendetemi tappeti di lana, colorate i muri, mettete calde tende alle finestre, spargete ovunque libri e se volete proprio farmi felice costruitemi un camino e accendete il fuoco.<br />
Mettete su il caffè. Mettete i biscotti nel forno. Datemi un libro, aprite le finestre per far entrare l&#8217;odore di piante bagnate e di legna bruciata in lontananza.<br />
E mi troverò ad abitare un posto molto simile a quello che c&#8217;è dentro.</p>
<p><a href="http://dile.files.wordpress.com/2011/09/04_outnow-ch_the-holiday_cottage_living.jpg"><img src="http://dile.files.wordpress.com/2011/09/04_outnow-ch_the-holiday_cottage_living.jpg?w=500&#038;h=398" alt="" title="04_outnow.ch_the holiday_cottage_living" width="500" height="398" class="aligncenter size-full wp-image-400" /></a></p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/dile.wordpress.com/399/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/dile.wordpress.com/399/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/dile.wordpress.com/399/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/dile.wordpress.com/399/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/dile.wordpress.com/399/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/dile.wordpress.com/399/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/dile.wordpress.com/399/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/dile.wordpress.com/399/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/dile.wordpress.com/399/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/dile.wordpress.com/399/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/dile.wordpress.com/399/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/dile.wordpress.com/399/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/dile.wordpress.com/399/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/dile.wordpress.com/399/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=dile.wordpress.com&amp;blog=3750682&amp;post=399&amp;subd=dile&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>“La giornata era finita – un giorno tra tutti i miei giorni. Domani ce ne sarebbe stata un’altra e io ero giovane.&#8221;</title>
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		<pubDate>Wed, 13 Jul 2011 19:13:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>dile</dc:creator>
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		<description><![CDATA[“Ogni tanto sui giornali, sulle riviste e nelle biografie dedicate alla mia vita trovo educatamente formulata l’idea che feci il vagabondo per studiare sociologia. E’ gentile e premuroso da parte dei biografi, ma è sbagliato. Feci il vagabondo, beh, a causa della vita che era in me, della bramosia di viaggiare che avevo nel sangue <a href="http://dile.wordpress.com/2011/07/13/%e2%80%9cla-giornata-era-finita-%e2%80%93-un-giorno-tra-tutti-i-miei-giorni-domani-ce-ne-sarebbe-stata-un%e2%80%99altra-e-io-ero-giovane/" class="excerpt-more-link">[&#8230;]</a><img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=dile.wordpress.com&amp;blog=3750682&amp;post=394&amp;subd=dile&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em>“Ogni tanto sui giornali, sulle riviste e nelle biografie dedicate alla mia vita trovo educatamente formulata l’idea che feci il vagabondo per studiare sociologia. E’ gentile e premuroso da parte dei biografi, ma è sbagliato. Feci il vagabondo, beh, a causa della vita che era in me, della bramosia di viaggiare che avevo nel sangue e che non mi concedeva di stare fermo. La sociologia è stata una scusa, è venuta dopo, allo stesso modo in cui ti trovi la pelle bagnata dopo un’immersione. Io andai sulla strada perchè non potevo starci lontano; perchè in tasca non avevo i soldi per il biglietto del treno; perchè ero fatto in maniera da non poter lavorare tutta la vita allo stesso turno; perchè, beh, ma semplicemente perchè era più facile che non farlo.”</em></p>
<p>Chi scrive ovviamente non sono io. Chi scrive è Jack London. Io non avrei potuto. Io se mi fossi messa a rincorrere un treno merci in corsa per salirci al volo sarei subito finita sulle rotaie.<br />
Leggere Jack London è come prendere un cucchiaino e scavarti lentamente un lungo tunnel fino a meandri che sapevi essere lì, ma mica più di tanto. E una volta arrivato infondo sorprendere una vocina accquattata che dice: “Ops, mi hai scovato! Beh, ce ne hai messo di tempo!”.</p>
<p>Davanti a casa nostra c’è un ruscelletto, che d’estate si secca e diventa un villaggio vacanze per rane, ranocchi e rospi, che passano le nottate estive a gracchiare del più e del meno. La stradina dove si abita è chiusa e quindi non passa quasi mai nulla e nessuno. Beh qualche tempo fa stavo in giardino, seduta sugli scalini di casa, saranno state circa le undici di sera, è venuto il cane e mi si è seduto accanto. Io lo stavo accarezzando così, pensando ai fatti miei. Ad un certo punto gli tenevo la mano fra la spalla e la sua pancina pelosa e… ho sentito il suo respiro e il suo cuore, e allora l’ho guardato. Se ne stava lì tranquillo, fermo, ad annusare gli svariati odori portati nell’aria, e viveva. E l’ho visto non come il mio adorabile cagnetto giocherellone e pazzo di sempre, no, l’ho visto per quello che è: un animale. Ho “sentito” la sua natura. Ho avuto un secondo d’illuminazione in cui ho sentito che le cose che ci sembrano importanti hanno un così scarso valore nell’ordine naturale delle cose da rasentare praticamente lo zero.<br />
Siamo il parto di una madre che ha in sè talmente tante sovrastrutture create artificialmente da non essere più nemmeno vagamente riconoscibile come donna. E siamo talmente tanto attaccati a queste sovrastrutture da non riuscire neanche a godere del bello che l’essere umano è riuscito a creare.<br />
Siamo così abituati a vivere in questa artificialità da non vedere neanche più negli hamburger al supermercato degli animali, qualcosa che era più legato alla natura di quanto noi potremmo ormai forse più essere. Qualcosa che solo per questo non si guadagnava la grazia di essere tolto dalla nostra catena alimentare, quello si sarebbe innaturale, ma il diritto di essere trattato con rispetto quello si, se lo guadagnava tutto.<br />
La consapevolezza di essere in un certo modo ti porta per forza di cose, ad un certo punto, a fare un bilancio di quello che per te è importante.<br />
Poi, da qui ad eliminare quello che non lo è, il passo è breve, ma infinitamente lungo.<br />
Ho vissuto per un anno con la maggior parte della mia roba dentro a scatoloni. Quando ho aperto quegli scatoloni vi ho trovato dentro una serie di cose di cui pensavo sinceramente di non poter fare a meno, disposte con cura per essere tirate fuori per prime. Le scatole le ho richiuse con il loro importantissimo contenuto e verranno presto gettate via. Non ne avevo mai avuto bisogno, solo che non lo sapevo.<br />
Mi chiedo di quante e quali cose ci siamo fatti carico perchè la nostra sovrastrutturata madre ci aveva insegnato a ritenerle fondamentali.<br />
Quanto tempo, spazio, energia e soprattutto denaro ci stanno costando e ci costeranno? La cosa buffa è che crescendo sembra che occupino sempre più spazio, e che costino sempre di più.<br />
Poi lo guardo negli occhi e ho la strana sensazione che quello di cui abbiamo bisogno in realtà sia molto più grande di noi e che anzi ci contenga, che ce lo abbiamo già o che sia a portata di mano, e che… sia gratuito, o quanto meno che abbia un prezzo maledettamente abbordabile!</p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/dile.wordpress.com/394/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/dile.wordpress.com/394/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/dile.wordpress.com/394/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/dile.wordpress.com/394/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/dile.wordpress.com/394/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/dile.wordpress.com/394/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/dile.wordpress.com/394/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/dile.wordpress.com/394/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/dile.wordpress.com/394/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/dile.wordpress.com/394/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/dile.wordpress.com/394/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/dile.wordpress.com/394/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/dile.wordpress.com/394/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/dile.wordpress.com/394/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=dile.wordpress.com&amp;blog=3750682&amp;post=394&amp;subd=dile&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>Denti</title>
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		<pubDate>Thu, 16 Jun 2011 16:55:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator>dile</dc:creator>
				<category><![CDATA[Vita, riflessioni e pensieri]]></category>
		<category><![CDATA[Paranoie]]></category>
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		<description><![CDATA[Io non sopporto la pulizia dei denti. Non è il dentista che non sopporto, è solo la pulizia. Al dentista ci sono abituata. Quand&#8217;ero piccolina m&#8217;hanno messo più ferro in bocca a me dell&#8217;uomo di latta alla sua fidanzata. Apparecchi attaccati ai denti, removibili, semiremovibili, attaccati al collo, con gli elastici, senza elastici, attaccati al <a href="http://dile.wordpress.com/2011/06/16/denti/" class="excerpt-more-link">[&#8230;]</a><img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=dile.wordpress.com&amp;blog=3750682&amp;post=355&amp;subd=dile&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Io non sopporto la pulizia dei denti.<br />
Non è il dentista che non sopporto, è solo la pulizia.<br />
Al dentista ci sono abituata.<br />
Quand&#8217;ero piccolina m&#8217;hanno messo più ferro in bocca a me dell&#8217;uomo di latta alla sua fidanzata. Apparecchi attaccati ai denti, removibili, semiremovibili, attaccati al collo, con gli elastici, senza elastici, attaccati al palato, tutti insieme, a due a due e singolarmente.<br />
Apparecchi, marchingegni e denti che si spostano. La fabbrica dei denti perfetti.<br />
Quando vado a fare la pulizia dei denti di solito tendo a mordere la mano del povero igienista dentale. Non mi piace. Non ci voglio andare. Voglio evitare di fare male a qualcuno che sta solo cercando di fare il suo lavoro, con me che mi dimeno come una pazza.<br />
Quindi ieri arrivo lì, sulla sdraio del dentista, facendo la respirazione che mi hanno insegnato in quelle due tre lezioni di yoga che ho tollerato. Mi rendo zen, pronta a non sentire il dolore. E in effetti, per un po&#8217;, ho successo. Non comincio a sudare quando l&#8217;assistente ricopre tutto di pellicola trasparente. Non mi irrigidisco nemmeno quando mi mette i bavaglini di carta idrolepellente (per il sangue, penso, e per un momento ho uno spasmo nervoso). Cerco di concentrarmi su particolari rilassanti, tipo l&#8217;acqua che scorre nel lavandinetto dove dovrò sputacchiare. Penso che se fossi nell&#8217;emisfero australe girerebbe al contrario e penso se in quel momento nell&#8217;altro emisfero c&#8217;è un altro poveraccio con i sudorini freddi come quelli che (lo so) arriveranno a me, poi penso che è stupido (per via che è notte).<br />
Poi noto un poster con tutti i denti disegnati che mi fa ridere un sacco&#8230; ci sono tutti i dentini caratterizzati con un aggettivo che contiene la parola &#8220;DENTE&#8221;. Geniale, penso.<br />
Comincio a pensare ad altre parole ma non me ne viene in mente nessuna.<br />
Poi, mentre rido di gusto del dentino &#8220;fonDENTE&#8221;&#8230;arriva lei.<br />
L&#8217;igenista dentale.<br />
Mando affanculo lo zen e vado nel panico.<br />
Mi saluta appena, mi da uno sguardino ai denti e mi fa: &#8220;Da quanto non fai igiene?&#8221; con un tono di rimprovero che non mi piace per niente.<br />
Cerco di allentare la tensione e le faccio: &#8220;Eeeh&#8230; la dentro ci troverà un pezzo di Muffin che ho mangiato a londra nel 2001&#8243; e rido.<br />
Lei nulla. Accenna un sorrisino e aziona quell&#8217;aggeggio infernale.<br />
Mi odia. Lo so. Magari non le piacciono i Muffin.<br />
Non ti piacciono i Muffin? Ecco, sei un mostro.<br />
Stoica, apro la bocca e mi dico &#8220;E SIA!&#8221;.<br />
Ho passato i successivi quaranta minuti con le unghie piantate nelle cosce, sudando in posti dove non pensavo fosse possibile sudare, con uno sguardo di terrore paralizzato negli occhi, che con la bocca spalancata doveva darmi anche un aspetto niente affatto intelligente, irrigidita come una sogliola congelata, a chiedermi se sono davvero necessari tutti questi denti per vivere visto che non mangiamo strappando carne dalle carcasse già da un po&#8217;, a maledire quest&#8217;evoluzione pigra che ci ha tolto la possibilità di scodinzolare felici e poi ha glissato su questa cosa dei denti, in balia totale di questa sadica maledetta che sotto quella mascherina sono sicura se la rideva maligna.<br />
Continuava a dirmi roba tipo &#8220;Stai ferma&#8221; &#8220;Cerca di rilassarti, perchè andrò avanti così per un bel po&#8217;&#8221; e io ogni volta che cercavo di comunicarle con gli occhi un &#8220;Vaffanculo&#8221; che non credo abbia recepito.<br />
Mi sono messa a pensare ai dentini del poster e m&#8217;è venuto a mente che ne mancavano alcuni fondamentali: implodente, esplodente, aggrediente, inacidente, UCCIDENTE.</p>
<p><a href="http://dile.files.wordpress.com/2011/06/p150611_16-13.jpg"><img src="http://dile.files.wordpress.com/2011/06/p150611_16-13.jpg?w=500&#038;h=510" alt="" title="ETNA PLUS" width="500" height="510" class="aligncenter size-full wp-image-356" /></a></p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/dile.wordpress.com/355/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/dile.wordpress.com/355/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/dile.wordpress.com/355/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/dile.wordpress.com/355/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/dile.wordpress.com/355/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/dile.wordpress.com/355/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/dile.wordpress.com/355/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/dile.wordpress.com/355/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/dile.wordpress.com/355/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/dile.wordpress.com/355/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/dile.wordpress.com/355/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/dile.wordpress.com/355/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/dile.wordpress.com/355/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/dile.wordpress.com/355/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=dile.wordpress.com&amp;blog=3750682&amp;post=355&amp;subd=dile&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>Signora Morte, io arrocco.</title>
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		<pubDate>Sun, 12 Jun 2011 18:40:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>dile</dc:creator>
				<category><![CDATA[Vita, riflessioni e pensieri]]></category>
		<category><![CDATA[Errori]]></category>
		<category><![CDATA[Futuro]]></category>
		<category><![CDATA[Morte]]></category>
		<category><![CDATA[Smania]]></category>

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		<description><![CDATA[Allora, la riflessione è la seguente: Immaginiamo per un attimo di non essere creature mortali. Immaginiamo di avere davanti a noi l&#8217;eternità. Ci saremo. Qualsiasi cosa faremo, noi ci saremo. Non siamo questi fragili esseri che hanno una data di scadenza come le mozzarelle. Che cosa fareste? Personalmente ho avuto una reazione a questo pensiero <a href="http://dile.wordpress.com/2011/06/12/signora-morte-io-arrocco/" class="excerpt-more-link">[&#8230;]</a><img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=dile.wordpress.com&amp;blog=3750682&amp;post=347&amp;subd=dile&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Allora, la riflessione è la seguente:<br />
Immaginiamo per un attimo di non essere creature mortali. Immaginiamo di avere davanti a noi l&#8217;eternità. Ci saremo. Qualsiasi cosa faremo, noi ci saremo. Non siamo questi fragili esseri che hanno una data di scadenza come le mozzarelle.<br />
Che cosa fareste?<br />
Personalmente ho avuto una reazione a questo pensiero che non mi aspettavo.<br />
La prima cosa che mi è venuta da dire è stata: &#8220;Farei tutto quello che voglio fare&#8221;.<br />
Buffo no?<br />
Pensare di avere un tempo infinito mi rende coraggiosa, mentre avere a disposizione un tempo limitato mi terrorizza a tal punto che per evitare di fare cazzate, magari ecco&#8230;ci penso talmente tanto che alla fine, è ovvio, con tutto quel ragionarci su trovo sei miliardi di ragioni per non farle.<br />
Quindi è così? Poco tempo = non si fa nulla. Tempo infinito = facciamo di tutto. Non lo so. Da una parte mi sembra che abbia una sua logica contorta: la morte che incombe sulle nostre teste ci blocca. Ci fa pensare alle conseguenze: al 730, alle bollette, alle rate da pagare. No? Io se penso alla morte mi vengono anche a mente queste cose.<br />
In una vita ideale dove la morte non ci mette i suoi bastonacci fra le ruote, tendiamo a non preoccuparci delle scadenze, e quindi ad agire liberamente.<br />
Dall&#8217;altra parte però è assurdo pensare di buttare via il nostro tempo facendo quello che ci si aspetta di fare solo perchè ad un certo punto dobbiamo schiattare. Dovrebbe essere il contrario&#8230; visto che non ho tutto &#8216;sto tempo eterno mi do da fare, che in parole povere sarebbe &#8220;faccio un po&#8217; il cazzo che mi pare e andate tutti a farvi fottere&#8221;, ma anche solo la prima parte, senza offese. Era solo per mettere un po&#8217; di enfasi.</p>
<p><a href="http://dile.files.wordpress.com/2011/06/settimo-sigillo.jpg"><img src="http://dile.files.wordpress.com/2011/06/settimo-sigillo.jpg?w=500" alt="" title=""   class="aligncenter size-full wp-image-349" /></a></p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/dile.wordpress.com/347/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/dile.wordpress.com/347/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/dile.wordpress.com/347/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/dile.wordpress.com/347/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/dile.wordpress.com/347/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/dile.wordpress.com/347/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/dile.wordpress.com/347/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/dile.wordpress.com/347/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/dile.wordpress.com/347/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/dile.wordpress.com/347/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/dile.wordpress.com/347/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/dile.wordpress.com/347/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/dile.wordpress.com/347/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/dile.wordpress.com/347/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=dile.wordpress.com&amp;blog=3750682&amp;post=347&amp;subd=dile&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>BLACK OUT</title>
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		<pubDate>Wed, 09 Feb 2011 10:16:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>dile</dc:creator>
				<category><![CDATA[Vita, riflessioni e pensieri]]></category>
		<category><![CDATA[Sconforto]]></category>
		<category><![CDATA[Stefano]]></category>
		<category><![CDATA[Vita Quotidiana]]></category>

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		<description><![CDATA[Io e lui siamo due tipi mentali. Io e lui abbiamo tenuto un mobiletto dell&#8217;Ikea incelofanato in un angolo per più di un mese. Poi abbiamo detto&#8230; ok, non sarà così difficile, su , dai, proviamoci. Abbiamo aperto la confezione, letto le istruzioni, preso in giro l&#8217;ometto dell&#8217;ikea che usava il suddetto mobiletto come una <a href="http://dile.wordpress.com/2011/02/09/black-out/" class="excerpt-more-link">[&#8230;]</a><img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=dile.wordpress.com&amp;blog=3750682&amp;post=329&amp;subd=dile&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Io e lui siamo due tipi mentali.<br />
Io e lui abbiamo tenuto un mobiletto dell&#8217;Ikea incelofanato in un angolo per più di un mese. Poi abbiamo detto&#8230; ok, non sarà così difficile, su , dai, proviamoci.<br />
Abbiamo aperto la confezione, letto le istruzioni, preso in giro l&#8217;ometto dell&#8217;ikea che usava il suddetto mobiletto come una scala (e non si deve) e riso del fatto che telefonava all&#8217;Ikea da fuori dell&#8217;Ikea, anzichè entrarci.<br />
Poi ci siamo resi conto: non abbiamo il cacciavite.<br />
Il giorno dopo mi procuro un cacciavite rubato dalla cassetta deglia attrezzi nel garage del mio babbo.<br />
Adesso abbiamo un cacciavite.<br />
Cominciamo.<br />
&#8230;..<br />
le tavolette di legno di quest&#8217;affare da nove euro non hanno già i buchetti per infilarci le viti, e ce ne sono veramente tante, di viti da infilarci.<br />
Ci guardiamo perplessi.<br />
Leggo nel suo sguardo il solito grido d&#8217;aiuto: &#8220;facciamocelo montare dal tuo babbo&#8221;.<br />
No, è troppo deprimente accettarlo. Dico: &#8220;abbiamo solo bisogno di uno di quegli avvita svita elettrici&#8221;.<br />
Vado a procurarmene uno. 12 euro, ci può stare, il prezzo dell&#8217;indipendenza.<br />
Teniamo in carica l&#8217;aggeggio e poi ci riproviamo.<br />
Lui punta speranzoso l&#8217;avvita-svita contro il legno. L&#8217;avvita-svita fa &#8220;EEEEEERRRRHHHH&#8221;, ma la vite resta lì, non entra. Ci gurdiamo.<br />
Il mobiletto dopo un minuto è tornato mezzo montato (male), tutto scionco, nel suo angolo.</p>
<p>Il giorno dopo:</p>
<p>Io sono sul divano che leggo un libro, lui è al computer che spippola, il mio babbo è in cucina che finisce di tingerci i pensili (babbo è in pensione, menomale ci siamo noi, sennò si annoierebbe).<br />
Viene e dice :&#8221;vi monto il mobiletto dell&#8217;Ikea?&#8221;.<br />
E noi: &#8220;E&#8217; impossibile, non ci hanno fatto i buchi&#8230; la vite non entra nemmeno con l&#8217;avvita-svita. E&#8217; impossibile.&#8221;<br />
Il mio babbo ci guarda e ride.<br />
Cinque minuti dopo il mobiletto era perfettamente montato.</p>
<p>Due giorni dopo:</p>
<p>Il sant&#8217;uomo di cui sopra è in cucina che monta l&#8217;ennesimo mobiletto dell&#8217;Ikea (FÖRHÖJA, color betulla, 119,00€). Lui è al lavoro, io sono sul divano che gioco col cane e bevo un tea. Un&#8217;ora dopo babbo se ne va. Io vado in cucina per sistemare il mio nuovo scintillante mobiletto. Accendo la luce. La luce salta.</p>
<p>Al telefono con la mia amica Giulia, sentenzio:<br />
&#8220;C&#8217;è stato un black out! Tutto il quartiere è senza luce!&#8221;<br />
Lei mi fa giustamente notare che &#8220;forse&#8221; è solo saltata la luce a casa nostra. Allora, faccio la sola cosa che mi viene a mente di fare&#8230; chiamo il mio babbo.<br />
Lui al telefono mi dice: &#8220;Fai il giro della casa e stacca tutte le spine&#8221;<br />
&#8220;Fatto&#8221;<br />
&#8220;Ora prova a tirare su l&#8217;interruttore&#8221;<br />
&#8220;Ancora niente! Baaaabbo!!! Come faccio????&#8221;<br />
Dieci minuti dopo babbo viene, e dodici minuti dopo ho di nuovo la luce.<br />
&#8220;Ma come hai fatto??&#8221; gli chiedo.<br />
E lui&#8230;. &#8220;Ti avevo detto stacca tutte le spine, ma quella della macchinetta del caffè era ancora attaccata, era bagnata, e faceva scattare il salvavita.&#8221;<br />
&#8220;Non potevo arrivarci da sola? Vero? VEROOO?!!&#8221;<br />
Mi guarda&#8230;. &#8220;No&#8221; E se ne va.<br />
E io rimango lì con la candela in mano. E mi sento stupida. Che avrei fatto? Sarei stata l buio tutta la sera, il giorno dopo avrei chiamato un elettricista che forse mi avrebbe spennato. Che donna indipendente. Complimenti.</p>
<p>La mia amica Giulia commenta:<br />
&#8220;Guarda il lato positivo&#8221;<br />
&#8220;Che sarebbe?&#8221;<br />
&#8220;Il tuo salvavita funziona&#8221;</p>
<p><a href="http://dile.files.wordpress.com/2011/02/310px-servizio_clienti_ikea1.png"><img src="http://dile.files.wordpress.com/2011/02/310px-servizio_clienti_ikea1.png?w=500" alt="" title="310px-Servizio_clienti_IKEA"   class="aligncenter size-full wp-image-334" /></a></p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/dile.wordpress.com/329/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/dile.wordpress.com/329/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/dile.wordpress.com/329/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/dile.wordpress.com/329/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/dile.wordpress.com/329/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/dile.wordpress.com/329/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/dile.wordpress.com/329/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/dile.wordpress.com/329/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/dile.wordpress.com/329/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/dile.wordpress.com/329/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/dile.wordpress.com/329/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/dile.wordpress.com/329/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/dile.wordpress.com/329/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/dile.wordpress.com/329/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=dile.wordpress.com&amp;blog=3750682&amp;post=329&amp;subd=dile&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>La mia cima tempestosa</title>
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		<pubDate>Wed, 03 Nov 2010 09:13:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>dile</dc:creator>
				<category><![CDATA[Amore sesso e relazioni]]></category>
		<category><![CDATA[Amore]]></category>
		<category><![CDATA[Felicità]]></category>
		<category><![CDATA[Stefano]]></category>

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		<description><![CDATA[&#8220;Il mio amore per Linton è come il fogliame dei boschi; il tempo lo muterà, lo so bene, come l&#8217;inverno muta gli alberi. Il mio amore per Heathcliff è simile alle rocce eterne ai piedi degli alberi; fonti di poca gioia visibile, ma necessarie. Io sono Heathcliff &#8211; lui è sempre, sempre nella mia mente, <a href="http://dile.wordpress.com/2010/11/03/la-mia-cima-tempestosa/" class="excerpt-more-link">[&#8230;]</a><img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=dile.wordpress.com&amp;blog=3750682&amp;post=316&amp;subd=dile&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em>&#8220;Il mio amore per Linton è come il fogliame dei boschi; il tempo lo muterà, lo so bene, come l&#8217;inverno muta gli alberi. Il mio amore per Heathcliff è simile alle rocce eterne ai piedi degli alberi; fonti di poca gioia visibile, ma necessarie. Io sono Heathcliff &#8211; lui è sempre, sempre nella mia mente, non come un piacere, così come io non sono sempre un piacere per me, ma come il mio stesso essere; dunque non parlare ancora di una nostra separazione: è impossibile.&#8221; </em></p>
<p>Alla fine siamo arrivati fino a qui.<br />
O, dovrei dire: &#8220;possiamo finalmente riiniziare da qui&#8221;.<br />
Sempre noi, sempre gli stessi, cambiati insieme. Conosco così bene ogni parte di te, ogni centimetro della tua faccia, che mi sembra di guardare una naturale estensione del mio corpo, di parlare con una parte oscura di me stessa. Sono stata costretta a toccarti attraverso un plexiglas mentale per così tanto tempo, che averti qui vuol dire potermi concentrare su di me, o ignorarmi se voglio, finalmente. Ti vedo, rivedo il nostro riassunto di questi anni ogni volta che mi guardi, sento il presente quando mi abbracci e il futuro quando sei lì ogni mattina.  Sei la mia cima tempestosa, lo sei stato sempre, sei la mia brughiera immersa nella nebbia, che diventa sempre più chiara ad ogni passo, dentro cui amo passeggiare e perdermi, perchè so che mi riporterai sempre a me.</p>
<p><a href="http://dile.files.wordpress.com/2010/09/mg_0461-edit-768161.jpg"><img src="http://dile.files.wordpress.com/2010/09/mg_0461-edit-768161.jpg?w=500&#038;h=320" alt="" title="_MG_0461-Edit-768161" width="500" height="320" class="aligncenter size-full wp-image-317" /></a></p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/dile.wordpress.com/316/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/dile.wordpress.com/316/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/dile.wordpress.com/316/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/dile.wordpress.com/316/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/dile.wordpress.com/316/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/dile.wordpress.com/316/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/dile.wordpress.com/316/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/dile.wordpress.com/316/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/dile.wordpress.com/316/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/dile.wordpress.com/316/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/dile.wordpress.com/316/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/dile.wordpress.com/316/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/dile.wordpress.com/316/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/dile.wordpress.com/316/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=dile.wordpress.com&amp;blog=3750682&amp;post=316&amp;subd=dile&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>I boxer del mio babbo</title>
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		<pubDate>Thu, 25 Feb 2010 18:14:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>dile</dc:creator>
				<category><![CDATA[Parole e storie]]></category>
		<category><![CDATA[Vita, riflessioni e pensieri]]></category>

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		<description><![CDATA[C&#8217;è stato un periodo della mia vita in cui litigavo costantemente con mia mamma sul mio modo di vestire. Lei si chiedeva perchè non mi vestissi come le altre mie coetanee. Erano i tempi di &#8220;Non è la Rai&#8221;, tempi duri per le ragazzine, tempi d&#8217;oro per i pedofili. Ma nessuno sembrava accorgersene. Comunque a <a href="http://dile.wordpress.com/2010/02/25/i-boxer-del-mio-babbo/" class="excerpt-more-link">[&#8230;]</a><img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=dile.wordpress.com&amp;blog=3750682&amp;post=294&amp;subd=dile&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>C&#8217;è stato un periodo della mia vita in cui litigavo costantemente con mia mamma sul mio modo di vestire. Lei si chiedeva perchè non mi vestissi come le altre mie coetanee. Erano i tempi di &#8220;Non è la Rai&#8221;, tempi duri per le ragazzine, tempi d&#8217;oro per i pedofili. Ma nessuno sembrava accorgersene. Comunque a me, i vestiti che mi volevano rifilare nei negozi, non mi piacevano. E che ci potevo fare? Così&#8230;aprivo armadio di nonna, zia, mamma, babbo, rovistavo e mi creavo uno stile che fosse tutto mio. Un modo di vestire che non avrebbe incontrato i favori di adulti intransigenti e di bambine ricalcate su un qualche distrorto modello. Ero io, e quindi quelli, erano i miei vestiti. Il fatto che ogni giorno, sulla porta di casa ricevessi dai miei genitori sgridate e offese varie, non faceva altro che rendermi più puntigliosa sulle mie scelte stilistiche. Il fatto che &#8220;loro&#8221; non approvassero, mi rendeva sicura.<br />
Quando avevo circa quattordici anni, un pomeriggio, uscii di casa con indosso i boxer del mio babbo, a mo&#8217; di shorts.<br />
Ovviamente si vedeva lontano un miglio che erano boxer, per via del buco sul davanti che io, con una scelta stilistica azzardata, tenni chiuso con una spilla da balia.<br />
Da quella volta in poi nessuno mi disse più niente.<br />
E fui libera di vestirmi un po&#8217; come cavolo mi pareva.</p>
<p>Più il tempo passava, più guardavo le vite di quelli intorno a me, più immaginavo che la mia vita sarebbe stata diversa dalle loro. Ho visto gente comprarsi una casa, sposarsi, riprodursi, vivere nello stesso posto da sempre, fare un lavoro del cazzo e pensavo&#8230;..io non sono così io non sarò mai così. Mi sono costruita una vita alternativa, nella mia testa, che conoscevo solo io. Sognavo altro. &#8220;L&#8217;altro&#8221; mi è sempre piaciuto, mi ha sempre attirato, che si parlasse di vestiti, di paesi, di cibo, di tutto. Vivevo sicura, ancorata ad un&#8217;immagine di me che esisteva solo dentro di me, e basta. Perchè la realtà apparteneva a &#8220;loro&#8221;, alla gente comune, alla gente normale, quindi io, non ci potevo vivere. La &#8220;loro realtà&#8221; è distorta: si vestono come un catalogo di moda, hanno centinaia e centianai di amici su facebook che neanche conoscono, vanno al lavoro in giacca e cravatta, si mettono i tacchi alti, comprano un cd perchè primo in classifica, leggono Moccia e vanno al cinema a vedere Vacanze di Natale, o Moccia (si, lo odio). Tutto distorto.</p>
<p>Arriva un certo punto in cui&#8230;.ti accorgi di esserti costruito una gabbia, che ti ha chiuso in un modo di fantasia e che ti fa disprezzare ogni cosa che non sia come tu la vorresti &#8220;costruita intorno a te&#8221;. Ed è a questo punto che rischi di trovarti a trent&#8217;anni a giro con i boxer del tuo babbo, lì a lanciare la sfida quando ormai, non c&#8217;era più nessuno da sfidare.<br />
Perchè c&#8217;è una cosa che non avevi mai capito.<br />
Che hai perso tanto di quel tempo a dimostrare a te stesso e al mondo che eri diverso, quando in realtà non c&#8217;è mai stato il dubbio che tu non lo fossi. Perchè anche se fai quello che fanno tutti, non potrai non farlo, se non a modo tuo, e la realtà sarà solo la tua.</p>
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