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		<title>The times they are a changin&#8217;</title>
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		<pubDate>Fri, 22 May 2009 16:10:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>dile</dc:creator>
				<category><![CDATA[Vita, riflessioni e pensieri]]></category>
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		<description><![CDATA[Ci sono delle cose che non capirò mai.
Tipo per esempio perchè il sofficino passa da praticamente congelato a bruciato. O perchè Rose e Jack non potevano fare un po&#8217; per uno su quella cavolo di porta.
Ma la cosa che capisco meno è come si faccia a vivere sapendo che sviando gli incidenti, sgattaiolando furtivi fra [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=dile.wordpress.com&blog=3750682&post=256&subd=dile&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p>Ci sono delle cose che non capirò mai.<br />
Tipo per esempio perchè il sofficino passa da praticamente congelato a bruciato. O perchè Rose e Jack non potevano fare un po&#8217; per uno su quella cavolo di porta.<br />
Ma la cosa che capisco meno è come si faccia a vivere sapendo che sviando gli incidenti, sgattaiolando furtivi fra le malattie, sperando di non incontrare killer psicopatici o stupratori, al massimo possiamo contare di arrivare alla nostra ora, chiedendoci come siamo andati in questa vita.<br />
Tutto il resto del tempo lo passiamo a fare del nostro meglio. Comprandoci vestiti, affittando e comprando casa, sfornando bambini, leccando il culo a chi ci fa il favore di farci lavorare, cercando di non uccidere le persone che ci fanno innervosire, tutto per arrivare lì sul baratro del nulla e pensare: mah, si forse ho fatto del mio meglio. Ho avuto limoni e ho imparato a bere limonata tutti i giorni, e ora sono qui, ok, addio e grazie di tutto il pesce. That&#8217;s all folks.<br />
Mi sa che deve esserci di più di questo.<br />
O forse no.<br />
Forse la vita è: provo a fare del mio meglio sperando di avere ogni tanto un guizzo di felicità che mi fa andare avanti. Si perchè&#8230; belli miei&#8230;la serenità, che che se dica, non ci paga. E&#8217; una roba inventata dai buddhisti per vendere magliette. La serenità dopo un po&#8217; stucca. Ci vogliono tempeste, ondate, tutte quelle cose lì. Almeno io credo. Ecco, non ci metterei la mano sul fuoco. Ma questo è quello che ho sempre pensato. Magari mi sbagliavo.<br />
Ora io lo so che crescendo le cose cambiano e che ti devi inventare sempre nuovi stili di vita, ma&#8230;ehi, è un lavoraccio. Non potrai più fumare 30 cicchini al giorno per il resto della tua vita, sennò finisce che ci resti secco. Non puoi fare tutti sabati le 5 di mattina mezzo sbomballato, e passare la domenica attaccato alla scatola dei malox. Non puoi stare una vita in affitto pechè sennò sarai sempre senza casa.<br />
Ora, se io fossi Mark Renton o Tyler Durden magari andrebbe anche bene, ma io non credo di esserlo. Chi cazzo sono non lo so. Forse sono un po&#8217; Holden. Ma non si può nemmeno passare la vita a dire bugie, annoiati di tutto e tutti, a piangere sui dischi rotti e a chiederci dove accidenti vanno le anatre d&#8217;inverno. Allora che si fa? Cioè, voglio dire, se tutte queste cose molto letterarie e mezze bohemien non vanno più bene a un certo punto che si fa?<br />
Prendete le mie converse per esempio, perchè sono un esempio calzante. Io porto le converse ai piedi da tempo immemore, e ce le ho ancora ai piedi e non mi sono ancora stancata delle converse, e mi chiedo&#8230;quando avrò l&#8217;età della mia mamma avrò ancora le converse ai piedi? Un po&#8217; triste pensare di averle, ma altrettanto triste non pensare di averle. Quando sono in fila alle poste io mi tengo l&#8217;mp3 nelle orecchie a tutto volume, ok? E guardo le donnine che chiacchierarano, non le sento ma so già cosa si dicono: si lamentano dell&#8217;artrosi, del paese che va male e della fila. E mi chiedo: da vecchia sarò come loro o mi terrò ancora l&#8217;mp3 nelle orecchie? Se vedessi una donnina alle poste con l&#8217;mp3 nelle orecchie e le converse ai piedi io penserei che è fuori di testa, tipo una di quelle che va a dare da mangiare ai piccioni. Io diventerò una che dà da mangiare ai piccioni? Mi stanno sulle palle i piccioni.<br />
Si cresce le priorità cambiano. Così si dice. Ma io non ci credo. Però non credevo a tante cose, e a volte mi sono sbagliata di grosso.</p>
<p><img src="http://a995.ac-images.myspacecdn.com/images01/88/l_3ef20a8feaf69472bb097eb964e7cc5a.jpg" alt="http://a995.ac-images.myspacecdn.com/images01/88/l_3ef20a8feaf69472bb097eb964e7cc5a.jpg" /></p>
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		<title>LE PIPPE</title>
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		<pubDate>Fri, 20 Mar 2009 12:31:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>dile</dc:creator>
				<category><![CDATA[Vita, riflessioni e pensieri]]></category>
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		<description><![CDATA[Io non sono mai stata capace di parlare di niente, nemmeno quando non avevo niente da dire.
Io, se parlo, è perché c’è qualcosa di cui parlare.
Io, lo giuro, vorrei avere la capacità di attaccare pippe. La vorrei, ma, accidenti a me, non ce l’ho.
La pippa nasce secondo me agli albori della società con l’avvento del [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=dile.wordpress.com&blog=3750682&post=246&subd=dile&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p>Io non sono mai stata capace di parlare di niente, nemmeno quando non avevo niente da dire.<br />
Io, se parlo, è perché c’è qualcosa di cui parlare.<br />
Io, lo giuro, vorrei avere la capacità di attaccare pippe. La vorrei, ma, accidenti a me, non ce l’ho.<br />
La pippa nasce secondo me agli albori della società con l’avvento del Venerdì e del Sabato sera.<br />
Mi si potrebbe far notare che ci sono persone che “parlano solo a pippe”. E’ vero. Non so se avete mai conosciuto persone così. La persona che parla a pippe si comporta così: sceglie un argomento insignificante, di cui a voi non importa un accidenti, e parte con la pippa infinita. Parla parla parla e voi, non potete fare niente. I maestri della pippa cronica sono, appunto, maestri, perché riescono a mantenere la pippa anche se voi evitate il contatto visivo, anche se guadate da tutt’altra parte. Loro continuano a parlarvi. L’unico modo per sopravvivere ad una pippa del genere è alienarvi e pensare ai fatti vostri, annuendo di tanto in tanto, poi, dopo un tempo infinito, quando la persona in questione ha le mucose secche e magari beve un bicchier d’acqua, voi dichiarate che dovete andare al bagno. Nel peggiore dei casi la pippa continua al vostro ritorno. Nel migliore dei casi il pippone è passato a qualcun altro, e voi siete salvi.<br />
Secondo me queste persone sono malate e avrebbero bisogno di una cura psichiatrica, per smettere di rompere le palle altrui. La mia peggior pippa della storia è stata quella di una tipa che mi ha parlato per un’ora di un interruttore della luce. Queste persone sono fuori di testa, ma sono anche geniali. Provate voi a trovare qualcosa da dire su un interruttore, a me non riesce.<br />
Comunque le pippe più comuni, dicevo, sono quelle del Venerdì e del Sabato.<br />
Sono in realtà definite con un’espressione socialmente accettabile: “parlare del più e del meno”. Ma per me pippe sono e pippe rimangono. Non so come funziona dalle vostre parti, ma qui funziona così: il popolo livornese alla fine dell’estate, dopo che si è cotto bene bene il cervello al sole per sei mesi, sceglie un… chiamiamolo locale… dove passare l’inverno, per congelarsi il cervello e riscongerarlo l’Aprile successivo. Tutti i Venerdì e i Sabati sera un nugolo di persone si piazza (e questa è la parte che non capisco) FUORI dal suddetto locale, rigorosamente FUORI (se stai “dentro” sei OUT, notare la sottile genialità) e, drink in mano, semplicemente sta lì. E cosa cazzo ci stanno a fare? Direte voi. Ecco che entra in gioco la pippa. Tutta questa gente è ogni volta la stessa, e, nota bene…ormai si conoscono TUTTI. Ma si conoscono, non è che sono amici o che. Si conoscono. E con una persona che “conosci” non è che di solito ci esci, ci prendi un caffè o ci parli delle tue cose, no, ci parli “del più e del meno”. Gente di cui non te ne fotte una mazza, con cui però DEVI parlare, perchè sennò come lo passi il sabato sera? La pippa ci aiuta.<br />
Io, davvero, mi ci sento male. Io non sono capace. Insomma… se me ne fregasse qualcosa di te sarebbe diverso, ma davvero, non so cosa dirti. Non è che con i vostri amici state lì a parlare di massimi sistemi tutto il giorno, ma insomma con loro potete parlare di un sacco di cose “più e meno”, tipo che ne so… un bel film che avete visto, un libro che state leggendo, spettegolate, parlate della vostra vita, che ne so! Ma con uno che con voi non c’entra un cazzo…. Potete palare solo del tempo. Se qualcuno in questo frangente vi chiede “Come va?” in realtà vi sta dicendo: “Facciamo finta di parlare, così gli altri vedono che facciamo vita sociale, non mi interessa in realtà come stai, fammi passare solo qualche minuto, così poi passo al prossimo”. E infatti di solito si risponde “Bene!”, che non è mai vero, è solo che accettiamo questo patto sociale non comunicativo in cui ci hanno trascinato contro la nostra volontà.<br />
Quando mi portano in questi posti, dove regna questa comunicazione finta, questo parlare di niente per passare il tempo, io, in mezzo a quella folla blaterante vedo questo: me stessa, sola, circondata da una massa di persone che si muove a velocità rallentata e parla con la voce di un registratore che ha le pile scariche. Andate al diavolo voi, e le vostre pippe. E non so se ce l’ho di più con loro o con me che non sono come loro. So solo che vorrei essere da un’altra parte a fare tutt’altro.<br />
Persone che parlano a pippe. Parlare di puttanate. Passare alla prossima pippa. Notate la ripetizione della P.<br />
Pericolo, premier, papa, preti, pedofilo, porca puttana, patria, pena, puzza, pustola, piovra, pus, paio di palle, perdere, paura, pop, predicare, pazzia, peggio, picchiare, pestare, popò, pungiglione, povertà, pezzente, precariato, prigioniero, patetico, palloso, proprietà privata, paranoia, pinco pallino, porci, padroni, partiti, politici, panico, pistola, perire&#8230; potrei proseguire.<br />
La P non porta cose buone.<br />
Mi sento in dovere di riabilitare la P.<br />
Pensiero, parola, pace.…profitterole.</p>
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		<title>L&#8217;OPPORTUNITA&#8217;</title>
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		<pubDate>Fri, 20 Feb 2009 18:29:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>dile</dc:creator>
				<category><![CDATA[Vita, riflessioni e pensieri]]></category>
		<category><![CDATA[Lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[Rabbia]]></category>

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		<description><![CDATA[Chiedo scusa in anticipo.
Ma quando uno resta senza più parole, rimangono solo le parolacce.
Quando si fa una cosa duemila volte è facile perdere un po&#8217; di estusiasmo.
Ma quando una certa cosa ti serve, l&#8217;entusiasmo devi averlo, almeno per finta. Io, a fingere sono pessima.
Tutto comincia quando moolto svogliatamente e senza nessuna speranza invii il tuo [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=dile.wordpress.com&blog=3750682&post=232&subd=dile&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p><em>Chiedo scusa in anticipo.<br />
Ma quando uno resta senza più parole, rimangono solo le parolacce.</em></p>
<p>Quando si fa una cosa duemila volte è facile perdere un po&#8217; di estusiasmo.<br />
Ma quando una certa cosa ti serve, l&#8217;entusiasmo devi averlo, almeno per finta. Io, a fingere sono pessima.<br />
Tutto comincia quando moolto svogliatamente e senza nessuna speranza invii il tuo curriculum a tutti quelli che hanno un indirizzo email.<br />
Passano settimane….mesi…..e un giorno, mentre stai facendo la doccia o mentre stai facendo la cacca e il cellulare è in cucina, senti quel suono polifonico con vibrazione: dri dri dri dri drin.<br />
&#8220;dri dri dri dri drin&#8221; non corrisponde alle suonerie dei tuoi amici e chi può essere lo sconosciuto se non&#8230;..<br />
Si fissa il colloquio, solitamente nello stesso giorno e alla stessa ora del parrucchiere o del ginecologo. Ci vorranno mesi per avere un altro appuntamento ma hey! Di fronte ad una possibilità di lavoro tutto il resto va a farsi benedire!<br />
In realtà il colloquio di lavoro non è più un&#8217;opportunità, è più una sorta di pap test. Ogni tanto lo fai, con lo stesso piacere, e il risultato il più delle volte è negativo. Il colloquio di lavoro è una specie di stupro del tuo cervello e della tua dignità.<br />
Il giorno del colloquio metti i vestiti da colloquio, che non sono quelli che ti metti di solito, quindi vanno stirati, perchè nei mesi sono finiti infondo all&#8217;armadio.<br />
Ti trucchi.<br />
E vai.<br />
Ti annunciano.<br />
Aspetti.<br />
Poi entri.<br />
Ti accomodi.<br />
Appena seduta noti una pila di fogli in equilibrio precario sulla scrivania.<br />
Il tuo curriculum è fra i primi fogli. Quando saranno arrivati in fondo tu sarai già in età da pensione, e comunque non si ricorderanno ormai di te, da questo momento in poi la “candidata”.<br />
E parte la trafila di domande.</p>
<p>“Mi racconti qualcosa di lei”<br />
Io già qui mi blocco.<br />
Mi verrebbe voglia di sdraiarmi sul divano e raccontare tutte le mie fisime. Oppure iniziare con “Sono nata in una fredda notte di gennaio…”. Ma mi astengo. Racconto qualcosa di me. Cosa non lo so, ma qualcosa dico.</p>
<p>“Quali sono le sue esperienze lavorative?”<br />
C’è il mio curriculum lì davanti, guarda quello imbecille. Lo so che è ormai alto come un tomo, ma uno sforzo no? E comincio….una, due, tre, quattro, cinque, sei, sette… sfagiolo tutte le mie esperienze degli ultimi tre anni, da dopo la laurea. Già, della laurea nessuno dice niente. Invece a questo punto sparano un:</p>
<p>“Oh, sono esperienze molto diverse fra loro… come mai?”<br />
Il gelo.<br />
Perché è capitato così! Se dici “perché sono una a cui piace cambiare” sei fottuta. Ti faranno un contratto di tre mesi, ma tu non puoi dire che vuoi cambiare, sennò sembra che tu non sia affidabile. Allora dici la verità. E’ andata così.</p>
<p>“Ma lei cosa vorrebbe fare?”<br />
Silenzio.<br />
Si riescono a sentire le tarme che rosicchiano il legno della scrivania.<br />
A quel punto dici che vorresti fare quello per cui sei lì. Che non è vero. Che non è ovviamente vero. Ma d’altra parte non puoi uscirtene con un “che caz*o ne so?&#8221;.</p>
<p>“Perché vorrebbe lavorare qui?”<br />
Oddio, crisi di panico.<br />
Ti sudano le ascelle. Io non vorrei lavorare qui. Io non vorrei assolutamente lavorare qui. Devo pagare l’affitto. Ecco perché sono qui. Allora inventi qualcosa.</p>
<p>“Si descriva in tre parole”<br />
Instabile, confusa, depressa, e salto giù dalla finestra.<br />
Una volta di fronte a questa domanda assurda tirai lì due aggettivi e il terzo non mi veniva… giuro non mi veniva niente, tabula rasa….la mia mente vagava a mille “disperata, non posso dirlo, stufa di queste domande, no non posso…dai pensa pensa sei una persona intelligente” e “intelligente” mi uscì dalla bocca prima che potessi impedirlo. Il tipo mi seccò dicendo: “esistono due tipi di persone, quelle che dicono di essere intelligenti e quelle che lo sono”. Io mi morsi la lingua per non dire “scusi sa, domanda del caz*o, risposta del caz*o”. Invece mi uscì un veramente intelligente “eheh hem” con sorrisino ebete allegato. Ovvio, non l’ho più sentito.</p>
<p>“E’ sposata?”<br />
No. Facile questa.</p>
<p>“Ha intenzione di sposarsi?”<br />
No. Facile anche questa, ma che caz*o c’entra?….</p>
<p>“Ha figli?”<br />
No, io…</p>
<p>“Ha intenzione di avere figli?”<br />
Beh… io.. non… cioè… nell’immediato no…. Cioè anzi, mai…. Devo dire mai? Ok, mi faccio sterilizzare, va bene così testa di mer*a!!!!???? Queste domande le fate anche ai ragazzi?? Stron*i bastardi???</p>
<p>“Che tipo di lavoro le piacerebbe fare?”<br />
Mi piacerebbe il contatto col pubblic…..<br />
“Ma questo si svolge più che altro al computer”<br />
Si va benissimo anche quello. Ok. Si si.</p>
<p>“Non mi va che le mie dipendenti indossino jeans e nemmeno scarpe sportive”<br />
Si, ok. Posso investire i miei ultimi risparmi in vestiti, si, ok.</p>
<p>“Preferisce part time o full time?”<br />
E’ lo stesso&#8230; io&#8230; è uguale.</p>
<p>“Sarebbe disposta a fare gli straordinari tutti i giorni?”<br />
Si. Col caz*o. Ma dici si, ovviamente.</p>
<p>“Lavorare nei Week end?”<br />
Si. Tanto ormai non ho più una vita.</p>
<p>“La paga sarebbe quella del livello più basso e il contratto di tre mesi”<br />
Perfetto. Proprio quello che cercavo.</p>
<p>“Non so, sa, lei ha fatto così tanti lavori…. Sa, la nostra azienda ha bisogno di stabilità e lei, a giudicare dal suo curriculum non sembra poterla garantire”<br />
Hai bisogno di quello stramaledetto lavoro e devi stare zitta. Fai un sorriso sapendo che la persona che hai davanti può farti essere indipendente nei prossimi mesi. Dici che non è stata certo colpa tua se i contratti scadono ogni tre o sei mesi. E fai la persona educata, mentre le unghie te le stai ficcando nei polsi. Perché in realtà quello che pensi è….</p>
<p>Ficcatevele nel cu*o le vostre domande, le vostre pretese, le vostre insinuazioni. Teste di caz*o rotte in cu*o. Stro*zi. Con i vostri vestiti del caz*o. Con le vostre aziende di mer*a. Con quel tailleur io ti ci strangolo putta*a. Ma figurati se voglio figli ora maschilista del caz*o, vaffancu*o.<br />
Sono qui perché sei l’unico che ha chiamato stron*o. Il livello base ficcatelo nel cu*o e già che ci sei facci entrare il tuo caz*o di contratto di mer*a. Questo lavoro non lo voglio fare, fa caga*e, lo fai bene te perché sei uno stron*o. Venditela da solo la tua mer*a, testa di caz*o. Ho una laurea bastardo infame. Ho fatto troppi lavori?? Non sono stabile??? Ma ti levo quella scopa dal cu*o e ti ci spacco la testa tro*a figlia di putta*a stron*a succhiac***i.<br />
Poi, mi piacerebbe, con compostezza, alzarmi, lavarmi via il sangue dalle mani, dire “è stato un piacere, spero di risentirla presto, con delle buone notizie”, sorridere, ed uscire educatamente dalla stanza.</p>
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		<title>PET SOCIETY</title>
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		<pubDate>Tue, 10 Feb 2009 12:06:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>dile</dc:creator>
				<category><![CDATA[Vita, riflessioni e pensieri]]></category>
		<category><![CDATA[Lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[Paranoia]]></category>

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		<description><![CDATA[Si sa, noi disoccupati dobbiamo inventarci nuovi metodi per ammazzare il tempo, pima che succeda il contrario.
In questo facebook ci viene in aiuto, non solo perchè impieghiamo almeno un paio di unità al giorno a farci i fatti altrui (tenere presente che per leggere gli annunci on line si impiega 1/4 di unità di tempo), [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=dile.wordpress.com&blog=3750682&post=228&subd=dile&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p>Si sa, noi disoccupati dobbiamo inventarci nuovi metodi per ammazzare il tempo, pima che succeda il contrario.<br />
In questo facebook ci viene in aiuto, non solo perchè impieghiamo almeno un paio di unità al giorno a farci i fatti altrui (tenere presente che per leggere gli annunci on line si impiega 1/4 di unità di tempo), ma anche perchè ci offre una più o meno vasta gamma di giochi e giochini. Uscire dal tunnel di Tetris si sa è dura. Ma, una volta superato quello, si scopre Pet Society.<br />
Pet Society, lo dico per quelli che hanno ancora un lavoro almeno per i prossimi tre mesi, è una società di mostriciattoli carini e coccolosi creata per metterci in contatto con le nostre più intime e più o meno nascoste nevrosi e aspirazioni: l&#8217;aspetto estetico, la vita sociale, le cose da comprare e, ovviamente, i soldi.<br />
Vieni subito trascinato in questo gioco, che poi non è un vero gioco, in realtà non so cosa sia&#8230; comunque ne vieni subito rapito perchè ti puoi creare il tuo pet come più ti piace, una figata! Ci passi un&#8217;ora, quattro cicchini e una tazza di tea, ma alla fine sei bellissimo. E non appena dai conferma di come vuoi essere ti accorgi che in realtà come sei non ti piaci affatto, che magari vorresti essere maschio o di un altro colore, e vai in paranoia, soprattutto perchè scopri che se vuoi puoi cambiare il tuo aspetto, ma, e arriviamo al punto, devi PAGARE.<br />
Infatti il vero scopo del &#8220;gioco&#8221; qual&#8217;è? Accumulare soldi.<br />
Pe cosa? Boh&#8230; mah&#8230; in realtà&#8230; perchè così puoi comprarti vestiti e oggetti per la casa, ecco!<br />
E come si fa per avere soldi? Si vince alla lotteria giornaliera, si fanno le gare a ostacoli e si vanno a trovare i nostri amici, non perchè li vogliamo andare a trovare, perchè in realtà non puoi interagire, no, però ogni volta vinci 20 monete d&#8217;oro!<br />
Poi dopo che ti sei sfondato il cervello per mezz&#8217;ora, aiutato da una musichetta che forse ascoltava anche Manson (altro che i Beatles!), ti accogi che comunque non hai tutti i soldi che vorresti avere! E vai in paranoia.<br />
Comunque, un po&#8217; affranto e con la cinghia tirata, vai con il tuo esiguo gruzzoletto a spendere quello che hai faticosamente accumulato.<br />
Alla fine della giornata guardi soddisfatto il tuo Pet nella sua casetta.<br />
Lui è felice e tu hai capito, finalmente, che cos&#8217;è la vita.</p>
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		<title>IL RILANCIO DI LIVORNO. io, passo.</title>
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		<pubDate>Fri, 23 Jan 2009 14:02:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>dile</dc:creator>
				<category><![CDATA[Viaggi e città]]></category>
		<category><![CDATA[Livorno]]></category>
		<category><![CDATA[Sconforto]]></category>

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		<description><![CDATA[Hanno aperto una libreria a Livorno. Un libreria di quelle grandi intendiamoci, da grande città, tipo Firenze, Milano, Roma, capito il tipo no? Si mormora in giro che vogliano trasformare la labronica landa in una vera città.
Innanzitutto hanno tirato una gettata di cemento e l&#8217;hanno popolata di pali della luce e nominata &#8220;Porta a Terra&#8221;, [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=dile.wordpress.com&blog=3750682&post=215&subd=dile&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p>Hanno aperto una libreria a Livorno. Un libreria di quelle grandi intendiamoci, da grande città, tipo Firenze, Milano, Roma, capito il tipo no? Si mormora in giro che vogliano trasformare la labronica landa in una vera città.<br />
Innanzitutto hanno tirato una gettata di cemento e l&#8217;hanno popolata di pali della luce e nominata &#8220;Porta a Terra&#8221;, nome suggestivo.<br />
&#8220;Porta a Terra&#8221; comprende:<br />
LE TORRI, che uno pensa di trovarci Sauron e Saruman, e invece ci trova Decatlhlon e L&#8217;AC Hotel.<br />
IL PALALGIDA, o come lo chiamo io il PalaTETTA. Se lo vedeste capireste il perchè. Chi l&#8217;ha progettato, o era un grande fan di Woody Allen o era uno che da piccolo non è stato allattato dalla mamma ed è cresciuto con gravi turbe.<br />
LE FONTI DEL CORALLO, un centro commenciale in cui regnano le incessanti urla dei bambini, un luogo per famigliole dove regna il gelo in estate e l&#8217;inferno di fuoco in inverno, dove potete trovare gli stessi negozi che ci sono nel resto della città, solo che qui sono in versione mignon, e il fiore all&#8217;occhiello: L&#8217;IPERCOOP. All&#8217;inizio l&#8217;Ipercoop si chiamava La Poletaria (ah ah ah), fondata da operai, impiegati ed artigiani, era nata per aiutare la popolazione stremata dalla fame. Oggi invece sembra che vogliano ridurre la suddetta popolazione alla suddetta fame.<br />
CASTORAMA, dove si possono trovare le stesse cose che si trovano nelle ferramenta, ma ad un costo cui il ferramenta venderebbe se stesso.<br />
E, dulcis in fundo&#8230;<br />
IL MEDUSA MULTICINEMA, dove per vedere un film mangiando pop corn puoi spendere fino a 15€, che peraltro ha causato la chiusura di praticamente tutti i cinema di Livorno, quelli col sipario rosso, quelli dove potevi sederti dove volevi. Nota bene: se siete studenti non avete sconti, ma se siete militari o tifosi di calcio si, però dovete presentarvi con la sciarpa della vostra squadra del cuore! Che state aspettando??!!<br />
Ma andiamo avanti&#8230;<br />
Hanno ristrutturato un albergo, L&#8217;HOTEL PALAZZO, vecchio orgoglio del lungomare livornese, nell&#8217;Ottocento forse, perchè a memoria d&#8217;Homo Sapiens è sempre stato abitato dai topi, a proposito&#8230; dove sono finiti tutti quei topi? Qualcuno li ha visti per caso? Vabbè, comunque&#8230;<br />
Hanno aperto ZARA, capito! C&#8217;è Zara a Livorno, una gran cosa. Una volta ero sul bus e ho sentito una vecchietta dire ad un&#8217;altra: &#8220;Ci sei già andata da Sara, ir negozio novo?&#8221; E l&#8217;altra rispondere: &#8220;No, ma ci voglio andà! dev&#8217;esse bello!&#8221; e me le sono immaginate vestite con i pellicciotti sioux del primo piano. All&#8217;inizio vedevi gente improbabile a giro con la bustina di Zara. Tutti avevano una bustina di Zara in mano. Ho anche pensato che ci fosse un negozio che vendeva bustine di Zara a metà prezzo. Poi mi sono a&#8221;zara&#8221;data ad entrare uno dei primi gioni di apertura e mi sono resa conto che in effetti c&#8217;era tutta Livorno dentro. Dai punk abbestia, alle ragazzine stampino, agli emo, alle vecchiette con le buste della spesa che mi conficcavano spine dei carciofi negli stinchi mentre cercavano di passare avanti a me alla cassa. Tutti da Zara. Olè. Ci s&#8217;ha finalmente qualcosa da fare. Peccato la crisi. Ma tranquilli, i prezzi non sono poi così alti&#8230; L&#8217;unica cosa, ragazzi, se posso permettemi: ma le taglie che avete sono le taglie convenzionali europee? Perchè mi pare vi teniate un po&#8217; sullo strettino, o sul larghino, senza vie di mezzo.<br />
Ti provi una 42, non ci stai, diventi blu. Ti provi una 44 e ci navighi&#8230; Se la trovi la 44. Perchè di solito ti rispondono: &#8220;No, c&#8217;è solo la 40, o la 38&#8243;. E tu rispondi: &#8220;No, grazie, la 38 l&#8217;avevo trovata anche da Prenatal in Rosa shocking&#8221;. E te ne vai pensando di essere un freak della natura.<br />
Comunque, vabbè&#8230;. dopo averci dotato di una giungla d&#8217;asfalto e lampioni dove quando parcheggiate avete in tasca 100€ e quando andate via la vostra unica speranza è rubare il carrello ad una vecchietta per recuperare almeno un euro&#8230; dopo un albergone dove puoi fare l&#8217;aperitivo sul tetto a 12€ (però si vede il mare! Perchè? Il mare non si vede gratis anche dalla strada?), dopo averci dato un posto dove vestirci (se trovi una taglia che ti stia), viviamo la rivoluzione culturale!<br />
Apriamo una libreria!!!<br />
La storia del posto in cui l&#8217;hanno aperta vi può dare una vaga idea della sfida lanciata alla popolazione. Il Teatro Lazzeri. Per chi non è di queste parti un breve riassunto: dai suoi albori (gli anni venti) fino a&#8230;di preciso non si sa quando&#8230;è andato alla grande&#8230; era un teatro famosissimo, ci facevano addirittura le anteprime delle turnè. Poi, da quando mi ricordo io è sempre stato un cinema porno. Mi ricordo che quando ero piccola passavo da quella strada, vedevo i manifesti e pensavo che da grande mi sarebbero venuti i capezzoli a stella&#8230;Insomma questo bellissimo luogo, che chissà quante seghe ha visto, oggi è una libreria. Una volta un vecchietto m&#8217;ha detto: &#8220;Sai, io qui c&#8217;ho visto La carica dei Seicento!&#8221; e io: &#8220;Ah bello, spero fosse quando era un teatro e non dopo!&#8221;. Ma non l&#8217;ha presa&#8230;<br />
In ogni caso&#8230; Come prenderanno questa novità i livornesi? Loro si sa appena c&#8217;è una cosa nuova ci si fiondano dentro, non guardano nemmeno se è un barile di merda, loro si tuffano e via.<br />
ll giorno dell&#8217;inaugurazione ero fuori dalle porte che aspettavo di entrare e con me una bella calca di gente. Il primo commento che ho sentito è stato:<br />
&#8220;Nooo! Ma cos&#8217;è? &#8216;Na libreria? Ma &#8216;na libreria vera? Come quelle dei firme?&#8221;<br />
Il secondo:<br />
&#8220;Boia deh! Oh se ci facevano &#8216;na discoteca un&#8217;era meglio?&#8221;.<br />
Appena si sono aperte le porte è stato uno spingi spingi generale. Dopo mezz&#8217;ora dentro non ci si camminava nemmeno. C&#8217;era anche il sindaco, pensa un po&#8217;. Ed è iniziato il delirio. C&#8217;era gente che, in mezzo a quella bolgia dantesca afferrava libri a caso: laureati con <em>Geronimo Stilton</em>, Vecchiette con <em>Il Manuale ufficiale del Linguaggio Java</em>, bambini sul passeggino con <em>Trainspotting</em>, un casino&#8230;.. Tutti che volevano un libro&#8230; che spingevano, urlavano, sgomitavano. Tranquilli, se fosse stata l&#8217;apertura di un negozio di motoricambi, avreste visto vecchiettine con marmitte in mano sgomitare fino alla cassa.</p>
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		<title>I Love London</title>
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		<pubDate>Fri, 23 Jan 2009 11:33:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>dile</dc:creator>
				<category><![CDATA[Viaggi e città]]></category>
		<category><![CDATA[Viaggi]]></category>

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		<description><![CDATA[Things I love about London:
le file
le pubblicità
le facce della gente che sono tutte diverse
l&#8217;odore delle strade
i corvi
i caffè to go
gli autobus a due piani
il verde dei pachi
il grigio del cielo
le insegne dei negozi
il mercato di Harrods
la statua di Peter Pan
il tea
la gente strana
i palazzi a mattoncini
il mercato di Borough
il binario 9 e 3/4 di King&#8217;s [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=dile.wordpress.com&blog=3750682&post=211&subd=dile&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p>Things I love about London:<br />
le file<br />
le pubblicità<br />
le facce della gente che sono tutte diverse<br />
l&#8217;odore delle strade<br />
i corvi<br />
i caffè to go<br />
gli autobus a due piani<br />
il verde dei pachi<br />
il grigio del cielo<br />
le insegne dei negozi<br />
il mercato di Harrods<br />
la statua di Peter Pan<br />
il tea<br />
la gente strana<br />
i palazzi a mattoncini<br />
il mercato di Borough<br />
il binario 9 e 3/4 di King&#8217;s Cross<br />
le scale mobili della Tate<br />
la biblioteca del British Museum<br />
il soffitto dell&#8217;Abbazia di Westminster<br />
il Regent&#8217;s Canal<br />
Camden Town<br />
il cibo di ogni dove<br />
la scritta Sanyo<br />
la punta del Big Ben quando c&#8217;è la nebbia<br />
che nessuno ti passa mai avanti in fila<br />
che nessuno parla mai incessantemente ad alta voce e ti puoi godere quello che fai con i tui pensieri<br />
le divise delle scuole<br />
che ogni angolo che guardi è diverso da un altro<br />
che ognuno si veste a modo suo<br />
la pioggia<br />
i posaceneri per la strada<br />
che quando cammini non pesti merda di cane<br />
che i poliziotti non hanno armi<br />
i muffin con la glassa blu di Covent Garden<br />
che la National Gallery è gratis<br />
gli scoiattoli<br />
le librerie di Charing Cross<br />
Notting Hill<br />
l&#8217;Underground<br />
La metopolitana di Londra puzza di città, un miscuglio di persone di posti diversi che siedono accanto, la gente legge i suoi libri, o il giornale, tutti stanno in silenzio, mind the gap, le stazioni, l&#8217;odore, il rumore delle porte che si chiudono e mind the gap, please stand on the right, un tubo che ti spinge nelle viscere di una città che è una città, un viaggio in ciò che di bello l&#8217;umanità contemporanea è capace di creare, colori, stimoli, sapori diversi, fantasia, pensiero, oggetti, educazione.<br />
Londra per me è tutto questo, un mondo chiuso su se stesso, cristallizzato nei secoli e aperto ad ogni cosa possibile. Tradizione e cambiamento, passato e futuro, senza perdere mai niente, trovando nuovi modi di conciliare tutto, per andare avanti e non fermarsi mai.</p>
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		<title>LE MIE SCARPE A QUADRETTI E LA MIA MAGLIETTA A RIGHE</title>
		<link>http://dile.wordpress.com/2008/11/20/le-mie-scarpe-a-quadretti-e-la-mia-maglietta-a-righe/</link>
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		<pubDate>Thu, 20 Nov 2008 18:32:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>dile</dc:creator>
				<category><![CDATA[Vita, riflessioni e pensieri]]></category>
		<category><![CDATA[Dubbi]]></category>
		<category><![CDATA[Futuro]]></category>
		<category><![CDATA[Paranoie]]></category>
		<category><![CDATA[Rabbia]]></category>
		<category><![CDATA[Sconforto]]></category>
		<category><![CDATA[Smania]]></category>

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		<description><![CDATA[Ieri, mp3 nelle oecchie, camminavo per strada, a testa bassa.
Quella di camminare a testa bassa è ormai diventata un&#8217;abitudine. So che magari per uno che mi vede a giro sembra che io sia tiste, depressa, pensierosa, abbattuta, struccata, e certe volte infatti è per uno o tutti insieme questi motivi. Ma ieri non era così, camminavo [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=dile.wordpress.com&blog=3750682&post=192&subd=dile&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p>Ieri, mp3 nelle oecchie, camminavo per strada, a testa bassa.</p>
<p>Quella di camminare a testa bassa è ormai diventata un&#8217;abitudine. So che magari per uno che mi vede a giro sembra che io sia tiste, depressa, pensierosa, abbattuta, struccata, e certe volte infatti è per uno o tutti insieme questi motivi. Ma ieri non era così, camminavo a testa bassa perchè non si può fare altrimenti. Camminare a testa alta significa trovarsi nella merda fino al collo. Sia chiaro, io adoro i cani, e adoro chi possiede un cane, ma lo slalom gigante fra le merde no.</p>
<p>Comunque&#8230; stavo camminando zizagando fra cacche di varie forme e colori e riflettevo&#8230; Ripensavo alla mia adolescenza. La mia adolescenza è stata terribile. Ero la classica regazzina che si sentiva bruttina e odiava il mondo, sempe insicura e incazzata nera contro cosa non lo sapeva bene nemmeno lei. Si, ero il solito, banale, cliche. Però poi le cose sono cambiate. Non mi sentivo più bruttina, nemmeno insicura, però incazzata si. Piano piano, grazie anche all&#8217;immane inconsapevole sforzo delle persone che mi circondavano, ho capito cosa esattamente del mondo che mi circondava mi faceva dare fuori di matto. Era quel sistema di vita che in cui ci avevano cresciuti che non mi andava bene. Avevo in me così tante idee di libertà e di rivoluzione personale che ogni giorno ne scovavo di nuove. Avevo così tante cose su cui lamentarmi che sono cresciuta vedendo solo quelle.</p>
<p>Solo ora mi accorgo, a distanza di anni, che sono cresciuta in una specie di meraviglioso e brillante labirinto, dove dietro ogni angolo c&#8217;era una sorpresa o qualcosa di nuovo da scoprire. Poi il labirinto si è trasformato in qualcos&#8217;altro. E&#8217; già un po&#8217; di tempo che mi pare che dietro ogni angolo ci sia qualcosa di terrificante o di noioso. Come se ad ogni passo si scivolasse su un imprevisto e via in prigione direttamente senza passare dal via. Qualcuno magari direbbe: &#8220;beh sei cresciuta, benvenuta nel mondo reale&#8221;. Si, beh sono passata dal villaggio dei puffi ad un mondo invaso dagli alieni ostili stile Guerra dei Mondi? Ok.</p>
<p>Una delle cose che mi angosciavano di più quando andavo a scuola o all&#8217;Università era per esempio il pensiero che avrei fatto lo stesso lavoro per vent&#8217;anni. Ora questo problema non ce lo abbiamo più, adesso facciamo venti lavori in un anno. Eppure sono ancora angosciata. Perchè? Che io stia vivendo una seconda adolescenza? Qui il problema è più serio. Tutti quegli anni a riflettere, a pensare, a analizzare fino all&#8217;esaurimento quello che di negativo mi circondava e adesso mi ci ritrovo imbrigliata dentro? No, eh, che c***o, non lo accetto. Qui si tratta di inventarsi un nuovo modo di vivere, che prescinda sia da quello che ti hanno insegnato, sia da quello che ti eri immaginata di trovare dietro quella fatidica porta chiusa&#8230;. che non sapevi bene cosa fosse, ma che si è rivelato essere un bel niente.</p>
<p><a href="http://dile.files.wordpress.com/2008/11/clip_image0022.jpg"><img src="http://dile.files.wordpress.com/2008/11/clip_image0022.jpg?w=168&#038;h=312" alt="clip_image0022" title="clip_image0022" width="168" height="312" align="left" /></a><br />
E ora sono qui, sola nel mio salotto, sigaretta in mano, ascolto la colonna sonora di Juno, penso al mio desertico conto in baca, penso a cosa indossare al prossimo colloquio, non ci posso andare vestita così&#8230;poi mi guardo allo specchio&#8230; capelli raccolti in una coda, jeans a campana, maglietta a righe, scarpe da tennis a quadretti e non so più se sono solo me, oppure una che non ci ha capito un cazzo&#8230; e non so se sono sull&#8217;orlo del baratro o di qualcos&#8217;altro.</p>
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		<title>LA MIA AUTODISTRUZIONE</title>
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		<pubDate>Thu, 23 Oct 2008 14:44:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>dile</dc:creator>
				<category><![CDATA[Vita, riflessioni e pensieri]]></category>
		<category><![CDATA[Dubbi]]></category>
		<category><![CDATA[Futuro]]></category>
		<category><![CDATA[Lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[Paranoia]]></category>

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		<description><![CDATA[Dile non ha ancora trovato lavoro.
Ora è in casa, da sola, fuori piove.
Ha tagliato le comunicazioni con il mondo esterno, non risponde più nemmeno al telefono. Tanto non ha niente da raccontare, nè da chiedere e poi non vuole che qualcuno le chieda come vanno le cose. Non esce di casa perchè non c&#8217;è veramente [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=dile.wordpress.com&blog=3750682&post=185&subd=dile&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p>Dile non ha ancora trovato lavoro.<br />
Ora è in casa, da sola, fuori piove.<br />
Ha tagliato le comunicazioni con il mondo esterno, non risponde più nemmeno al telefono. Tanto non ha niente da raccontare, nè da chiedere e poi non vuole che qualcuno le chieda come vanno le cose. Non esce di casa perchè non c&#8217;è veramente un posto, uno che sia uno, in questo squallido posto in cui abbia voglia di andare. La sua unica preoccupazione è quando finirà le sigarette. Se verso le 18 gliene sono rimaste due ce la può fare, smadonnando un po&#8217;, ad aspettare il ritorno dal lavoro del suo piccolo per farsele comprare. Ma se sono finite diciamo intorno alle 16&#8230; Dile deve scendere dal tabaccaio. In quel caso si mette i jeans, si infila le scarpe senza neanche allacciarle, si mette una giacca, gli occhiali da sole perchè non si è truccata e si fa un po&#8217; schifo e affronta i 200 metri che la separano dalla sua unica preoccupazione quotidiana.<br />
Un&#8217;altra proccupazione, che fortunatamente è a cadenza settimanale, sovviene il martedì. Il martedì escono gli annunci di lavoro sul giornale, allora si compra quell&#8217;inutile giornale cittadino. Ma a volte non è così, a volte neanche hanno annunci da pubblicare e Dile si maledice di aver speso un euro. Perchè con 4 euro al mese si poteva comprare magari un pacchetto di cicchini. A volte gli annunci ci sono, Dile si fa un te, si mette sul tavolo col giornale e comincia a leggerli. I primi tempi prendeva anche la penna rossa, sapete, come fanno niei film quando vedi le pagine tutte cerchiate. Ma Dile di cerchi non ne ha mai fatti, ora non prende nemmeno più la penna. Scorre gli annunci e poi butta via il giornale senza nemmeno leggerlo. Però Dile lo recicla.<br />
Qualche volta, la mattina, legge ancora gli annunci on line, ma di rado, visto che tanto non sono mai aggiornati con nuovi annunci. A volte gli annunci la fanno ridere, per esempio una volta cercavano un &#8220;tuttofare&#8221;, ma Dile aveva letto &#8220;truffatore&#8221; e il bello è che stava per candidarsi. Qualche volta invia il Curriculum ad annunci che non sa neanche che cosa vogliono dire. Ma comunque nessuno ha mai risposto.<br />
Qualche volta Dile accende la tele, di solito solo per vedere Beautiful e i Simpson, ma capita che magari faccia zapping annoiata. Ultimamente sente parlare di crisi, e si domanda se è possibile scavare più di così. Forse no, ma se fosse possibile&#8230; se le cose potessero davvero andare peggio di come sono&#8230; cosa l&#8217;aspetta? Dile guarda con rammarico il tetto di mattoni rossi sopa la sua testa e storce il naso preoccupata.<br />
Poi ha sentito tanto parlare di Università e di tagli e della Gelmini e della 133&#8230; e Dile si ricorda i tempi beati in cui faceva lezione di Letteratura Angloamericana in una mansarda alta un metro e mezzo, dove poteva stare finalmente piegata a valigia sul banco come piace a lei, e nessuno poteva dire che si faceva venire la scoliosi. Si ricorda anche di quando doveva fare lezione per terra perchè le sedie non bastavano per tutti&#8230; e poteva anche andare bene prendere appunti in bilico su un ginocchio, ma se aveva piovuto e in terra c&#8217;erano le pozze per via degli ombrelli&#8230; beh, finiva che stavi col culo mezzo per tutto il giorno. E si ricorda con piacere anche le file ai ricevimenti. In piedi per due ore buone in uno stretto corridoio dove troneggiava il cartello &#8220;Vietato sostare nei corridoi&#8221; e già allora Dile si chiedeva &#8220;Allora ditemelo voi &#8216;do cazzo devo andà&#8221;. E allora Dile si accorge che per tutto quello studiare non valeva la pena andare all&#8217;Università. Poteva studiare a casa. All&#8217;Università ci si va per la laurea, e Dile con la sua ci ha incartato il pesce venerdì scorso. E pensa che tutto sommato le Università potrebbero anche chiudere, quelle umanistiche almeno, e non fregherebbe nulla a nessuno, tantomeno a lei. Se il sapere ti facesse guadagnare avremmo tutti un mutuo da pagare.<br />
Allora Dile spegne la tv. E&#8217; stufa di questa gente che pala parla parla e basta.<br />
Dile sente che ha bisogno del piano B. Ma poi si accorge disperata di non avere nemmeno quello A, di piano. Storce la bocca. Fa un rapido conto dei soldi che le sono rimasti e capisce che può tirare avanti per un paio di mesi ancora, e poi? Ne sono passati tre di mesi e non è cambiato nulla. Altri due mesi cosa cambierebbero? Ora c&#8217;è anche la recessione dicono quelli della tele. Dicono che dobbiamo avere fiducia, che non dobbiamo farci prendere dal panico. Va bene. Dile non sente più niente. Non sente il panico, e di sicuro non sente nè la fiducia, nè la speranza. Quella non la sente da un pezzo.<br />
Guarda l&#8217;orologio, sono le 17, ancora un po&#8217;, poi questo giorno sarà finito. La cosa che la devasta è che domani è un altro, di giorno.<br />
Allora Dile si mette sul divano e apre un libro. Magari passa un paio d&#8217;ore senza pensare a niente. Guarda la sua libreria e si chiede se la carta fa ingrassare. </p>
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		<title>TEMPESTE ELETTROMAGNETICHE</title>
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		<pubDate>Mon, 20 Oct 2008 11:13:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>dile</dc:creator>
				<category><![CDATA[Film...e oltre]]></category>
		<category><![CDATA[Vita, riflessioni e pensieri]]></category>
		<category><![CDATA[Film]]></category>
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		<category><![CDATA[Paranoie]]></category>

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		<description><![CDATA[Sto usando un computer che non è il mio. Questa cosa mi crea problemi. Per esempio, sulla mia tastiera la R non va quasi più, quindi cerco di scrivere senza parole che contengano la R, ma se capita sono abituata a premere un po&#8217; più forte o a premere R due volte. Quindi, ecco, questo per spiegare [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=dile.wordpress.com&blog=3750682&post=177&subd=dile&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p>Sto usando un computer che non è il mio. Questa cosa mi crea problemi. Per esempio, sulla mia tastiera la R non va quasi più, quindi cerco di scrivere senza parole che contengano la R, ma se capita sono abituata a premere un po&#8217; più forte o a premere R due volte. Quindi, ecco, questo per spiegare eventuali parrole, scrritte così.</p>
<p>La mia ipotesi più probabile sulla ribellione del mio pc è che si sia abbattuta qui in casina una tempesta elettromagnetica che abbia fatto svagellare i dispositivi elettronici. Infatti ieri sera abbiamo provato a guardare tre film e non c&#8217;è stato verso. I pc, l&#8217;hard disk, il lettore dvd/mp3&#8230; c&#8217;era qualcosa che non funzionava. Stamattina ho paura di usare il tostapane.</p>
<p>Comunque, visto che non si poteva vedere nessun film, nè la Famiglia Savage, nè Robin Hood di Walt Disney, nè una puntata di House, ci siamo messi a leggere, ed è qui che volevo arrivare. Colgo l&#8217;occasione per dire che &#8220;I Pilastri della terra&#8221; il cui titolo poteva essere tranquillamente &#8220;I Pilastri della mia noia&#8221; doveva essere magari diviso in due volumi separati, insomma è possibile che mi faccia male il polso ogni volta? Sembra di leggere un vocabolario! E comunque continuo a leggerlo perchè oramai sono arrivata a pagina 330, mi sono detta&#8230;. a &#8217;sto punto finiamolo, mi mancheranno solo quel migliaio di pagine&#8230; Comunque mentre leggevo, qualcosa ha attirato la mia attenzione, e non era il libro, cerco sistematicamente qualcosa che mi distragga da esso per la verità, erano le mie mani. Ho pensato che le mani sono la parte del nostro corpo che conosciamo meglio, perchè ce le abbiamo sempre davanti agli occhi, no? E l&#8217;ho anche fatto notare al mio piccolo, che però tutto preso da Orwell, non mi ha cagato minimamente. Quello che mi ha sconvolto in realtà è stato che mentre me le guardavo non le ho riconosciute. Cioè, mi sembravano di qualcun&#8217;altro. E questo mi ha fatto pensare.</p>
<p>Insomma, vi capita mai di ascoltarvi &#8220;dall&#8217;esterno&#8221; e non essere d&#8217;accordo con quello che dite? Di guardarvi allo specchio e trovare che siete belli o magari vedere un difetto che non avevate mai notato prima? Di guardarvi camminare per strada in una vetrina e pensare &#8220;guarda quella! Non ha la minima idea di dove sta andando e&#8230; guarda! Ops ha pestato una merda!&#8221; e pensare &#8220;porca miseria!! E&#8217; vero! Dove stavo andando?&#8221;.</p>
<p>Siamo i protagonisti del nostro film? O ci siamo autorelegati ad essere quella comparsa sullo sfondo che fa qualcosa di totalmente alieno dal film, ma nessuno, tranne Amelie, noterebbe mai?</p>
<p>C&#8217;è un film, uno dei film più brutti che io abbia mai visto peraltro, &#8221;Il grande Samurai&#8221;. Ad un certo punto ci sono queste centinaia di comparse, soldati, tutti vestiti uguali, tutti in fila, tutti perfettamente immobili&#8230; Ad un certo punto arriva Tom Cruise al galoppo coi capelli al vento&#8230; nello smontare da cavallo piglia in pieno con il piede uno di questi soldati. Questa povera comparsa, esce dal personaggio, si volta con le mani sui gioielli, e si vede chiaramente che si aspettava che il regista urlasse STOOOP. Ma l&#8217;attenzione di tutti era su Tom Cruise, nessuno ha fatto caso a lui, quindi, il film continua, e la povera comparsa si rimette in riga zitta e buona.</p>
<p>D&#8217;altra parte&#8230; non si può mica essere tutti i Tom Crruise del nostrrro film&#8230;</p>
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		<title>STO BENE</title>
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		<pubDate>Thu, 02 Oct 2008 11:02:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>dile</dc:creator>
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		<description><![CDATA[La top five delle cinque canzoni rappresentative di questo periodo:
al numero cinque: Help! dei Beatles
al numero quattro: Boulevard of broken dreams dei Green Day
al numero tre: Life for rent di Dido
al numero due: You can&#8217;t always get what you want dei Rolling Stones
al primo posto si piazza incontrastata: Like a rolling stone di Bob Dyaln
Avrei [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=dile.wordpress.com&blog=3750682&post=169&subd=dile&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p>La top five delle cinque canzoni rappresentative di questo periodo:</p>
<p>al numero cinque: <em>Help!</em> dei Beatles<br />
al numero quattro: <em>Boulevard of broken dreams</em> dei Green Day<br />
al numero tre: <em>Life for rent </em>di Dido<br />
al numero due: <em>You can&#8217;t always get what you want </em>dei Rolling Stones<br />
al primo posto si piazza incontrastata: <em>Like a rolling stone</em> di Bob Dyaln</p>
<p>Avrei voluto metterci roba tipo Fango di Lorenzo o You Learn di Alanis, ma no.<br />
La vita si sa è una montagna russa impazzita di delusioni e successi, di decisioni prese e decisioni evitate, di lacrime e di risate, di ripensamenti e di convinzioni, di incertezze e false sicurezze.<br />
Un continuo frullare di roba di cui quasi mai siamo registi, anzi, di cui siamo inconsapevoli comparse. Una serie di Candid Camera di cui siamo gli sfortunati protagonisti.<br />
C&#8217;eravamo una volta noi che si pensava che la nostra vita sarebbe stata diversa da quella degli altri, con tutti il rispetto per le vite degli altri, e poi ci siamo ritrovati esattamente dove credevamo di non trovarci mai, con la tremenda sensazione che non è lì che vogliamo essere.<br />
Non sto parlando di roba tipo che ne so&#8230; un tizio che voleva fare l&#8217;attore, ma che invece di trovarsi su un palco a ricevere un premio dal suo attore preferito col discorso di ringraziamento già scritto da anni, si ritrova a fare la pubblicità delle Panatine Rovagnati, e si chiede in quale cruciale momento della sua vita ha commesso l&#8217;errore fatale, no&#8230; niente del genere. Sto parlando di roba molto più semplice e più bassa.<br />
Insomma vi ricordate quando alle 11.00 voi uscivate tutti inghingherati con gli amici mentre i vostri genitori sul divano stavano già per addormentarsi? E voi &#8220;Non diventerò mai così&#8221;.<br />
E ora a mezzanotte siete già sotto il piumone che inveite contro l&#8217;idiota che ha deciso che il giorno deve durare 24 ore, e ve ne fregate della rotazione terrestre e pensate solo a tutt&#8217;altri giramenti.<br />
Vi ricordate quando avreste dato l&#8217;anima per qualcuno?<br />
Poi la vostra anima è stata buttata nel cesso insieme alla vostra fiducia nel genere umano. E voi :&#8221;Non mi lascerò abbattere&#8221;. Ma abbattuti lo siete eccome. E alla vostra anima ci avete messo il lucchetto.<br />
Vi è mai successo di vedere qualcuno fare un lavoro e pensare &#8220;Col cazzo che lo farei &#8217;sto lavoro&#8221;?<br />
E poi anni dopo ritrovarvi a pensare &#8220;Ora capisco perchè faceva quel lavoro&#8221;. Lo capite si, lì con la vostra bolletta in mano e il curriculum nell&#8217;altra. Lo capite, ma non lo accettate. C&#8217;è ancora una scintilla dentro di voi. Strappate il curriculum e la vostra scintilla vi servirà al massimo ad accendere le candele quando vi avranno staccato la luce.<br />
Vi è mai capitato di pensare o di sperimentare che fuori dai confini in cui siete nati esiste qualcosa di meglio?<br />
Eldorado? No&#8230; solo&#8230; qualcosa di meglio, da scoprire, da provare, e chissà&#8230; Mentre tutti intorno a voi continuano a dire che arriva il momento nella vita in cui bisogna mettere radici e accontantarsi e vivere al meglio con quello che si ha. Che belle parole. Putroppo le vostre radici sono così poco profonde che al primo soffio di vento&#8230;. andate in terra o volate via?<br />
Andate in terra.<br />
Vi ricordate quando non dovevate pensare a sopravvivere e passavate il tempo a pensare alla vita, all&#8217;universo, all&#8217;esistenza, all&#8217;amore, e non avevate proprio tutte le risposte, ma quasi. E ora l&#8217;unica risposta che date a qualsiasi domanda è sempre la stessa: non lo so. Per Socrate sareste voi quelli più saggi. Infatti Socrate era saggio, evidentemente nemmeno lui sapeva.</p>
<p>Quando qualcuno mi chiede come sto, io dico&#8230;&#8221;sto bene, grazie&#8221;.<br />
E per &#8220;sto bene, grazie&#8221; intendo: &#8220;sto come uno degli orchi del Signore degli anelli, brutta e per qualche oscuro motivo incazzata da morire, grazie&#8221;.</p>
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