Non sono mai stata una tipa da concerto. Mi infastidisce la calca di gente e non avere il minimo spazio vitale. Però i concerti mi piacciono quindi ci vado lo stesso. Ricordando con piacere quelli in cui avevo il mio metro quadro di spazio o addirittura la mia poltroncina in un teatro. Comunque sia ieri sera sono andata. E mentre me ne stavo lì contenta lottavo disperatamente con l’irritazione che mi provocava la gente. Fra una canzone e l’altra ho stilato la mia personale top five degli individui più irritanti da avere accanto ad un concerto, a metà serata la top five era già diventata una top ten. Eccola:
Al 10° posto:
I PASSEGGIATORI: Sono quei personaggi che devono “passare”. Ora io sarò anche afflitta da manie di persecuzione, ma non so per quale magnetico motivo vicino a me si crea sempre un corridoio. Quindi passo le serate a spostarmi per far passare i “passeggiatori”. Ma dove devono andare? Cosa devono fare di urgente? Sono ad un concerto, ma loro passano il tempo a camminare. Loro vanno, si spostano da un posto a un altro, non trovano pace, non sanno stare fermi. L’importante è il viaggio, non la meta. Ma loro, dove cazzo vanno?
Al 9° posto:
I CANTANTI: Di norma ce li hai sempre alle spalle, quindi non hai scampo. Loro sanno tutte le canzoni. Ma tutte le sanno. Non ce n’è una che non conoscono. E come se improvvisamente ci trovassimo tutti nella loro doccia e fossimo invisibili, loro cantano. Ma cantano forte. Urlano talmente tanto che non senti la voce del cantante. Per riassumere: se paghi il prezzo del biglietto, sappi che oltre al gruppo spalla, cè compreso anche il “cantante” di turno. Un affarone.
All’8° posto:
I CHIACCHIERONI: Dio ha inventato i pub e le serate al ristorante con gli amici. Eppure questa categoria di individui ha così tante cose da raccontare, così tanto da condividere con i propri amici, che a stare zitta, proprio non ce la fa. Un frastuono assordante, il cantante che canta, la batteria che rulla, la chitarra che suona e loro devono fare una fatica immane a parlare, ma fa lo stesso. Conversazioni di ore, urlate a volte anche a distanza di tre metri con te nel mezzo, e intanto si perdono tre quarti del concerto, ma hey! loro devono ciarlare come comari dal parrucchiere.
Al 7° posto:
GLI SPETTATORI MULTIMEDIALI: Loro il concerto se lo guarderanno poi con calma a casa. Pagano il biglietto solo per poterlo riprendere e fotografare. E via si tagghi chi può. Io c’ero, ma il concerto non l’ho visto, l’ho ripreso col telefonino, bello eh? Lo carico su You Tube, posto le foto su Facebook. Sono avanti. L’unico problema è che questi coglioni stanno 2 ore con i loro braccini alzati e il risultato è che anche te lo devi vedere dal quello schermettino del loro iphone di merda. Ammazzatevi.
Al 6° posto:
IL WATUSSO: E’ alto sei metri. Sgomiti, spingi, imprechi, e finalmente raggiungi una posizioni in cui per vedere almeno una parte del cantante non devi allungare il collo continuamente. Finalmente abbassi la guardia, ti rilassi felice di poterti godere il concerto. E’ quello il preciso momento in cui arriva il Watusso. E ti si piazza proprio davanti. E’ come quando arrivavi al cinema, prima delle multisale in discesa, sceglievi il posto ideale e ed eri il primo ad essere arrivato, perchè vedere bene è importante. Quando la sala era ormai piena, e la luce si spegneva… lo sentivi arrivare… da lontano. Cominciavi ad allarmarti perchè la tua coca nel bicchiere vibrava in un modo che ti ricordava Jurassic Park. E sapevi che sarebbe toccato a te non c’era scampo. Ed infatti, tek! Un’essere umano impietosamente gargantuesco ti si piazzava sulla poltroncina davanti. Alla tua, ovviamente, mentre i tuoi amici ti guardavano e ridacchiavano. Seriamente, posso solo immaginare quanto fosse spaventoso il mostro di Alien, perchè io, al cinema, ho solo visto la faccia spaventata di Sigourney Weaver. Ai concerti è lo stesso. Ma porca miseria! Ma non lo sai che sei alto? Non lo vedi che dietro di te si è creato un corridoio buio? Un po’ di rispetto! Mettiti infondo!! Ma Cristo Santo!
Al 5° posto:
I BALLERINI: gomitata nel fianco, ginocchiata, tacco infilato nel piede, culata, spinta, manata sulla testa. Ma loro devono ballare. E’ più forte di loro. Tarantolati incontrollabili. Ci fanno le coreografie. Gente cresciuta a pane e Amici di Maria di Filippi. Siete ridicoli, vi riprenderei e vi farei vedere: siete ridicoli. E rompete i coglioni.
Al 4° posto:
LE VIAGGIATRICI: sono quelle ragazze che immagino siano in partenza, perchè hanno delle borse che secondo me Ryanair non approverebbe come bagaglio a mano. Sono enormi, e cazzo, devono anche essere pesantissime. Ma che cavolo ti devi portare ad un concerto che durerà al massimo 90 minuti? Di cosa puoi aver bisogno in 90 minuti? Cosa c’hai là dentro? Cosa? COSA? E queste ragazzucole si muovono, si girano e si muovono ancora, in continuazione. Ruotano su loro stesse dio solo sa per quale motivo. E quella cazzo di valigia ti costringe ad arretrare e a spostarti ogni minuto. Maledette fashion victim distoc..
Al 3° posto:
LE COTONATE: sono quelle personaggie che hanno tanti capelli, ma tantissimi. Una marea. Generalmente ricci o peggio: mossi e pettinati. Si crea intorno a queste fanciulle d’altri tempi una cofana di capellini, ciuffi e ciuffetti che se sei dietro di loro ti rende impossibile una visione chiara per almeno 2 metri quadrati. Vedi il palco con un effetto di foto invecchiata che potrebbe anche essere tutto sommato piacevole se si esclude che devi fermarti a vomitare palle di pelo ogni 2 minuti. Legatevela quella indomita chioma. Eccheccazzo.
Al 2° posto:
IL FREDDOLOSO: le variazioni climatiche, come è tristemente noto, in questi pazzi tempi, possono essere improvvise e coglierti di sorpresa. Ci sono dei soggetti che semplicemente hanno paura di aver freddo. Lo sai che stai andando ad un concerto, e si sa com’è… l’atmosfera si riscalda, siamo tutti pigiati come una massa umana informe, possiamo dire insomma con moderata certezza, che soltanto chi rimane ai bordi, è a rischio. Il freddoloso viene ad un concerto così abbigliato: maglia a maniche lunghe, t-shirt sopra effetto Sheldon, felpa imbottita, giacchettone 69,90€ sezione “trekking uomo” di Decathlon imbottito antivento e impermeabile (non si sa mai che piovesse anche!), con il bonus del berretto in testa. Come è facilmente intuibile questi individui cominciano a grondare sudore dopo circa 3 minuti, ma ancora non si spogliano. Resistono, perchè… come era altrettanto facilmente intuibile… dove cazzo li possono appoggiare tutti quegli indumenti? Sono ad un concerto. Quando ormai non resistono più è troppo tardi, sarebbe troppo imbarazzante spogliarsi, perchè devono avere lo stesso odore che ho sempre immaginato avesse Sloth. Grazie a Dio il super giacchettone non traspira e almeno il naso è salvo. A questo punto possono succedere due cose: i più timidi tornano sui loro passi, e per non abbandonare il giacchettone passano il resto della serata fuori, i più impavidi invece cominciano a svestirsi e dio ce ne scampi. Via il giacchettone messo fra le gambe, via la felpa imbottita legata in vita, e a questo punto che fare? Mi sono messo la maglia a maniche lunghe SOTTO la t-shirt! Ma si! Via tutto! Petto nudo! Alè! E si rimettono la t-shirt ormai zuppa di tanfante sudore addosso. E si legano in vita anche la maglia e infine il giacchettone. Raggiungendo la circonferenza di un pianeta.
Al 1° posto, e questa è nuova, non mi era mai capitata prima:
IL BOMBETTARO: capodanno si avvicina e il bombettaro ha già fatto scorta, per iniziare, ci auguriamo, l’anno nuovo con le tre dita che gli rimarranno. La novità dell’autunno 2011 è che il bombettaro viene a scoppiare i miniciccioli al concerto. Sei un genio del divertimento. Un mago dell’intrattenimento. Sei lì che ti guardi il tuo concerto e all’improvviso: PAM! Il bombettaro ha fatto esplodere un minicicciolo. L’esilarante effetto sorpresa. Un odore di zolfo ci invade. E tutti pensano: evvai! è arrivato l’Anticristo! No. E’ stato quello zuzzurellone del bombettaro. Una povera ragazzetta vicino a me si era accesa un cicchino (evidentemente la sigaretta con la X rossa sopra per lei voleva dire “questo è il punto dove scavare, mentre fumi”), ha guardato allarmata il suo ragazzetto e ha esclamato: “Amore! La mia sigaretta puzza di zolfo!”.