Sono in casa con gli occhiali da sole. Devo tenere tutte le luci accese, o vado a sbattere agli stipiti delle porte.
Torniamo indietro di dodici ore…
Mi si sono rotti gli occhiali. Spezzati in due. Andati. Finiti.
Ora, lo so che forse questo ad una persona che non è cieca come una talpa tipo me, suona stupido, ma…uno ci si affeziona ai propri occhiali. Sono la prima cosa a cui pensi quando ti svegli…ok, no, la seconda diciamo, la prima lasciamola perdere….
Ho cambiato tre occhiali da quando sono venuta al mondo. I primi li ho odiati. Erano azzurri. Lli ho odiati così tanto che credo di averli rotti apposta. Ora mi pento, ma sapete….non era ancora il periodo. Appartengo alla generazione pre-Harry-Potter. Il mondo dei bambini non era ancora pronto per gli occhiali. Non m’importava di vedere, ma solo che gli altri non vedessero me, e gli occhiali ti fanno vedere dalla gente. E la cosa peggiore è che riesci chiaramente a vederli mentre ti vedono. Ok, cose da bambine. Ogni tanto ci ricasco, ma in generale l’ho superata.
I miei secondi occhiali erano grigi. Un po’ anonimi. Impersonali. Anche a loro non ho voluto un gran bene, anzi, li ho snobbati parecchio. Lli ho sostituiti per la maggior parte del tempo con le lenti a contatto. Sapete, cose da ragazze adolescenti. Quindi non li ho portati tanto. Poi non sono bastati più. Non andavano più bene. Ora sono chiusi nella mia scatola dei ricordi.
Ma il mio ultimo paio, quelli viola, quelli che si sono rotti ieri sera…beh loro sono un’altra storia. Loro ho SCELTO di portarli, con quella lucidità che inizi ad avere a vent’anni. Loro li ho VOLUTI portare. Mi piacevano sulla mia faccia. Sono diventati un bel tratto distintivo. Cavolo loro li ho amati. La mia protezione da quel mondo che mi hanno fatto vedere così bene. Porca miseria se ripenso alla mia storia con i miei occhiali viola mi vengono a mente tante di quelle cose…E’ buffo perchè gli occhiali sono già un oggetto metaforico…quindi se ripensi a quello che ti hanno fatto vedere…è interessante. Poveri, quante ne hanno passate. Vi hanno calpestato, siete caduti tante di quelle volte, schizzati dal vento dell’oceano, siete stati sfilati e gettati via rudemente in calde occasioni, bagnati in quelle tristi, persi tante di quelle volte, e le gocce di pioggia anglosassone, provati da tanta gente, mi avete fatto vedere un sacco di posti, osservare persone, siete quelli dello studio, dei libri, dei film e…dell’amore.
Lo so che siete solo occhiali, ma….cambio di occhiali, cambio di era, in qualche modo…
Quelli nuovi…beh sono rossi loro. Ciao, benvenuti sul mio naso. Spero che non avremo visioni troppo discordanti sulla mia vita. Voi siete una specie di…libro bianco. E per cominciare nessuna frase mi sembra più adatta di: “si vedrà”.
SI VEDRA’
Maggio 18, 2008 di dile




