Io guarda, ti giuro, ci sono delle cose che mi fanno espandere dentro. Ci sono pochi momenti in cui capisco perfettamente quella poesia di Ungaretti che quand’ero piccina mi sembrava non volesse dire niente.
Quando vedo la sigla di una casa di produzione prima che inizi il film. Quando penso a Brunelleschi che controlla ogni mattone della cupola di Firenze. Se apro un Harry Potter a caso e leggo. Per le strade di Edimburgo la capisco ad ogni passo. Se guardo i muri della Sistina. In un pub irlandese. Se sento l’odore di un quadro che ha dipinto Frida. Quando ascolto la musica. Quando sento la tastiera del pc che suona i miei pensieri, quella poesia la sento mia. E sai quando anche? Quando sto fra le tue braccia. Quando mi accarezzi i capelli, mi baci e mi guardi con quello sguardo lì, io…ti giuro…che la capisco.
Io ti adoro. Sei in assoluto, senza ombra di dubbio la persona che amo di più nel mondo. Sei un essere buono, intelligente, stimolante, sexy e meraviglioso.
Però non hai le palle.
Nel tuo corpo non c’è traccia di sfere testicolari. Non me ne voglino le donne se uso questa terminologia, io sono dei vostri, ma si dice così, in senso metaforico. E’ come quando si dice “ci lascio le penne”, lo dici anche se non sei un volatile. Comunque, dicevo…La gente deve avere le palle. Non si può stare senza. Cioè si, si può, STARE in realtà si può. Tu non sai come si affrontano le situazioni. Non sai gestire nessun tipo di rapporto che non sia con te stesso. Figuriamoci se riesci a gestire me. Non puoi.
Tu EVITI. Tu eviti tutto quello che può sconvolgere il tuo equilibrio perfetto. Ti do una notizia: l’equilibrio non esiste. Se fai una cazzata tu stai zitto. Perché rivelarla si porterebbe dietro la spiacevole conseguenza di dover affrontare ciò che hai fatto. Ti do un’altra dritta: l’hai fatto TU. Fai di tutto per far rimanere la tua vita uguale, ma ogni tanto vivi perché non ne puoi fare a meno, sei umano anche tu. Ma poi la fai tacitamente tornare al punto di partenza. Beh guarda che le cose cambiano…brutto vizio eh? Non vuoi far del male e non facendo niente fai anche peggio. Io non sono come te. Io le palle ce l’ho. ROTTE. Tu non meriti neanche di andare all’inferno. E’ nell’Antinferno che devi andare. A seguire una bandiera bianca per ciò che resta della tua eternità.
Sono sicura che ti divertirai.

Ti piace la neve, ma solo s’è calda.
Ti piace la pioggia, ma solo s’è asciutta.
Ti piace il dolore, ma solo se non fa troppo male.
Ti siedi e aspetti di ricevere.
C’è un’ovvia attrazione nella tua vita per la strada più facile.
C’è un’ovvia avversione, la mia costante insistenza
non potrebbe convincerti a provarci stanotte.
C’è un bambino piccolo, apprensivo, nudo e tremante
con la testa tra le mani.
C’è una bambina piccola, sottovalutata e impaziente
con una mano alzata.
Ma è molto più facile non farlo,
e quello che ti passa attorno non ti passa mai per la testa,
Alzati, levati di lì.
Vai via, vai fuori di qui, ne ho già abbastanza.
Svegliati!
(wake up – A. Morissette)




