Ero melma. Lo sentivo: ero infondo ad un abisso. Mi sono sentito schiacciato e pressato da tutto. Sentivo un enorme peso sopra di me. E sono rimasto sul fondo per un sacco di tempo. Milioni di anni mi sono sembrati.
Ma io ho tenuto duro. E lentamente, molto, molto lentamente, ho cominciato a salire. Salivo salivo salivo. E’ stata una salita molto molto lunga. Ma poi ce l’ho fatta. Sono arrivato molto in alto. Ero quasi in cima. Stavo per toccare il cielo, lo vedevo giusto sopra di me, ma a quel punto…mi hanno spezzato. Mi hanno letteralmente fatto a pezzi. E lì ho pensato che fosse finita. Mi hanno riportato giù. Mi hanno legato, rinchiuso e portato via. Dove non lo sapevo neanch’io. Quando ho rivisto la luce c’erano degli uomini intorno a me.
Mi hanno osservato, toccato, indicato e giudicato.
Hanno detto che non ero abbastanza.
Ed è stato di nuovo buio.
Poco tempo dopo è venuto un altro uomo da me. E io ho sperato, con tutte le mie forze. Quell’uomo ci ha provato con me, per un po’. Ma poi, anche lui, ha detto che non ero buono. Che ero inutile.
Allora mi hanno chiuso in un deposito, al buio. E mi hanno lasciato lì.
Per trent’anni sono stato chiuso in quel deposito, senza luce, senza aria. Ero solo. Per un po’ ho aspettato, ma poi…ero solo stanco.
Non speravo più in niente.
Un giorno la porta si è aperta…Un ragazzo è entrato, era bello, sui 27 anni. Si è avvicinato a me, lentamente. Mi ha scrutato a lungo, pensieroso. Poi mi ha sfiorato, mi ha toccato. E io ho sentito la forza, il coraggio e la libertà. C’era qualcosa che brillava nei suoi occhi. Ricordo bene come mi guardava….era come se vedesse qualcosa dentro di me, come se…volesse tirarla fuori, da me.
A quel tempo ancora non sapevo cosa sarei diventato.
Ma ora lo so.





