14 Febbraio 2007
“L’altro giorno, non mi ricordo dove, ho sentito che è tipico degli amori quelli veramente unici di finire in maniera tragica. E’ proprio un meccanismo del cervello di far finire tutto in una enorme botta piuttosto che vederlo svanire ed appassire. Bello, io ci credo. Probabilmente se avessimo continuato a stare insieme ti avrei ucciso. Così, a caso. Secondo me è così e questo mi conforta un po’”
Ci sono cose di cui vorrei parlarti. Ci sono cose che vorrei chiederti. Tue opinioni che potrebbero essere fondamentali per le mie scelte. Strade che avrei potuto prendere se solo tu mi avessi detto che era giusto. Canzoni che ascolterei se tu mi dicessi che sono belle. Libri che leggerei e annuserei se tu mi dicessi che ne vale la pena. Film che vedrei solo con te. Cibi dalla strana provenienza e dall’aspetto incerto che assaggerei. File ai check in in cui ti guarderei incuriosita ed emozionata. Luoghi nuovi che esplorerei con la gioia di farlo. Sigarette che ti darei volentieri. Lunghe chiaccherate per tirare fuori la verità sperando che duri. Ci sono litri di lacrime che ti farei asciugare. Abbracci che ti regalerei con gioia. Quadri che ti avrei fatto fissare per ore. Odori per strade che ti avrei fatto annusare la domenica mattina presto. Facce, anime e storie che vorrei tu avessi conosciuto. Un grande mi dispiace che forse avrei dovuto dirti meglio. Uno strano periodo di cui tu ovviamente hai visto solo una faccia. Tanto dolore di cui tu naturalmente non sospetti l’esistenza. Una decisione difficile che ho dovuto mantenere con una forza e un’insicurezza che non ti ho mai mostrato. Dubbi di cui non sospetti l’esistenza. Il perdono verso me stessa a cui mi sono dovuta costringere che tu non sai. Un periodo così lungo e difficile per me che non ti ho mai svelato perché non ne avevo il diritto. Rispetto per se stessi così forte da portarti avanti. Meccanismi di difesa che ti portano ad escludere tutto e tutti. Questioni in sospeso. Cadute. Fosse scavate con le mie mani per poi risalire. Tu che ogni volta cerchi di relegarmi in quella fossa. Diverse reazioni ai problemi. Silenzi troppo troppo lunghi. Parole e frasi dette con cattiveria. Incomprensioni che cominciano a puzzare. Rancori al monossido di carbonio. Rinnegazione del passato per non impazzire nel presente. Delusioni. Rancore pesante. Ironia affilata. Solitudine. Rassegnazione. Mancanza. Riavvicinamenti e distacchi. Manipolazione della realtà. Reinventare il passato per renderlo accettabile da odiare. Censurare i sentimenti. Fiducia. Odio odio. Respingere. Trattenere. Soprannomi divenuti fuori luogo. Ricordi dimenticati. Finte lontananze. Superficialità. Estirparti dalle mie abitudini. Tenerti fuori. Relegarti in un posto indefinito. Eliminarti dalle mie emozioni. Sentirsi buttare fuori. Sentirsi un bersaglio. Sentirsi accusare. Sentirsi eliminare. Aver condiviso qualcosa con qualcuno e sentirsi dire che era troppo. Che era pesante. Carezze finte. Finte coltellate. Rabbia. Vuoto. Mancanza. Dolore. Ricordi. Speranze. Comprensione e pazienza.
Le persone non cambiano. Reagiscono ai cambiamenti, e basta.
Ho riempito di parole e disegni un muro, non lo ridipingere di bianco ti prego. Perché io…li ho sempre odiati, i muri bianchi.





